Vi segnalo questo evento x domani venerdì, perchè anche se ha sede a Piano, il coro Peresson non si esibisce molto spesso li.
Il Coro "Peresson" terrà un concerto vocale e strumentale nella chiesa di Santo Stefano a Piano d'Arta venerdì 1 settembre, alle ore 20,45. Il programma del concerto intitolato "Omaggio a Mozart" prevede musiche di Mozart , Bach, Verdi e Fauré, con la partecipazione dei solisti: Serena De Colle, Angela Patatti e Antonella Zoff,soprani; Carlo De Colle e Paolo De Colle, tenori; Anna Quaglia, organo; Mario De Colle, pianoforte e Ivan Cossetti basso melodico.
Se vi piacciono le telenovele, i reality e la tv verità, allora sicuramente non vi state perdendo quella tra il Comune di Udine e l'Udinese calcio. La novità è che, come in ogni fiction che si rispetti, quando sembrava andare tutto a posto subentra un colpo di scena con un nuovo personaggio che rimanda tutto all'aria. Questo nuovo personaggio è addirittura il Prefetto di Udine che se ne è uscito con un comunicato pieno di virgolette e che si fatica a capire. Provateci voi, ve lo posto qui sotto.
"Noto con profondo disappunto che si continua a ignorare quanto già da tempo, e in ripetute occasioni, precisato sull' agibilità dello stadio Friuli, che cioé non può essere oggetto di accordo con il proprietario dello stesso". "Si persiste, invece - ha sottolineato Andreana - a presentare all'opinione pubblica fatti non corrispondenti a verità. Pubblicamente si riferiscono contatti con questo ufficio mai intercorsi, ma si tace che da un anno vengono chiesti gli atti di affidamento dei lavori e non è mai giunta una risposta neppure interlocutoria"."Così - ha affermato il Prefetto - quanto deciso dal Consiglio comunale di ieri, 28 agosto, viene proposto come lasciapassare per l'avvio della campagna abbonamenti, come se il persistere dell'inottemperanza ai decreti Pisanu e alle altre prescrizioni degli organi di vigilanza, non esistesse. Si richiamano interventi dell'Anci (Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia) per l'abrogazione della norma, ma non si dice che in molte città, anche vicine a Udine e che militano persino nella serie cadetta, stanno per completare i lavori"."Con indignazione - ha scritto il Prefetto Andreana - assisto al piano, che auspico non sia posto in essere ad arte, per ingenerare attese nei tifosi, che non potranno trovare soddisfazione, e per porre organi istituzionali di fronte a fatti compiuti. Tali comportanti - ha sottolineato Andreana - costituiscono ipotesi di reato. Si diffida, pertanto codesta società sportiva a mantenere la campagna abbonamenti nel limite dei posti non superiore ai diecimila".Andreana, infine, ha chiesto alla società bianconera di "produrre, a vista, gli atti comprovanti l'inizio di quei lavori di cui pubblicamente si è affermato che, all'avvio del campionato, non potranno essere completati".
Boh, allora virgletto anche io: "Ce par di balons, la voran ben finide di fa casin dibant, tant ala fin si tacarà come simpri".
Questa è una lettera firmata apparsa oggi sul MV, che vi riporto integralmente:
Venerdì scorso, dopo le lunghe vacanze, abbiamo assistito al rientro sulla scena politica di Silvio Berlusconi. Ha parlato a una platea di giovani di Comunione e liberazione e questi, almeno da quanto ci raccontano giornali e telegiornali, si sono spellati le mani ad applaudirlo. Niente di male, è notorio che ai giovani di Comunione e liberazione il cuore batte a destra. Un applauso lunghissimo anche quando ha mostrato che è riuscito a farsi ricrescere i capelli.
Io da quel poco che so di religione non ho mai sentito una lettura di Vangelo o qualche articolo sui giornali della Chiesa che inneggino alla ricchezza, all’ostentazione della stessa, a un modello di vita godereccio, e tanto meno... al trapianto dei capelli.
Gli ultimi spot televisivi della Chiesa cattolica, quelli per l’otto per mille, ci danno un’immagine della stessa tutta tesa ad aiutare i poveri in ogni parte del mondo. Ma a Rimini nelle parole di Berlusconi mi pare circolassero valori che con il Vangelo hanno poco a che fare.
Certo, Berlusconi è un venditore inimitabile delle sue idee, sa entusiasmare chi lo ascolta, sa toccare le corde sensibili della platea, per non dire che è divorziato (cosa che la Chiesa ai comuni mortali rimprovera aspramente) dice che il grande amore si è trasformato in profonda amicizia... Ma cosa c’entra tutto questo con una grande organizzazione di matrice cattolica? Cosa c’entra la Chiesa con una bella chioma? Severino Zanin - Treppo Grande.
Mi sarebbe piaciuto girarare questa domanda a Don Checo Placereani, ma quello che posso aggiungere è che la Chiesa Cattolica ha sempre predicato bene e razzolato male: ai potenti si perdona e si lascia fare sempre tutto, basta che poi in parlamento o al governo si diano da fare per favorirla in questioni molto ma molto ....terrene.
La notizia di questi giorni è che gli investigatori avrebbero finalmente prove certe e che quindi sarebbero ad un passo dall'arrestare o comunque incriminare quel bastardo che tutti chiamano unabomber; permettetemi di non crederci, ma non perchè io sappia qualcosa riguardo a queste nuove inoppugnabili prove, no i motivi sono altri. Anche se dal punto di vista scientifico gli investigatori sono convinti di essere di fronte ad una prova inconfutabile, comunque bisognerà vedere se il riscontro sarà processualmente ammissibile. Il problema è che si tratta di un elemento del tutto innovativo nella storia del diritto; non esistono casi di processi con prove simili presentate a un tribunale italiano.
Ma a parte questa considerazione giuridica, quello che mi da pensare è il comportamento degli investigatori in questi anni: troppe volte ci siamo sentiti dire che ormai la pista c'era e che sarebbe mancato pochissimo all'individuazione di questo personaggio e poi dopo alcuni giorni di confusione mediatica il nulla. E lo hanno fatto spesso: è sempre stato come se avessero dovuto giustificare il loro insuccesso e allora si mettevano a creare aspettative di successo immediato. Già, troppe volte e come sempre succede quando si grida troppo "al lupo al lupo" nessuno poi ti crede. Quello che secondo me questi signori non capiscono è che nessuno mette in dubbio la difficoltà che quest'indagine comporta, ma se continuano a spararle grosse prima o poi saranno proprio loro a essere messi in discussione.
Fatti, fatti, fatti; vogliamo fatti certi e non sparate giornalistiche e fino ad oggi i fatti li ha realizzati solo lui......
Chi è un appassionato del genere Trash in tutte le sue manifestazioni possibili come me, conoscerà sicuramente molte canzoni del periodo d’oro del liscio romagnolo degli anni 70, Casadei e cose similari. Tra queste c’era una canzone che diceva “Partire vuol dire morire, lasciare gli occhi belli di Maria…..” Be oggi io mi sento esattamente all’opposto da questo concetto: è tornare, che vuol dire morire; dovevo star fuori 1 settimana e poi ogni giorno riuscivo a trovare una scusa per rimandare la partenza: se era bello perché era bello, se era brutto perché forse sarebbe tornato il bel tempo nel pomeriggio o la mattina dopo. Ora come per tutti il mio problema è quello di far diventare la vita di ogni giorno, un periodo di vacanza che non finisca mai, ma mi sa che sarà dura…. E anche per quanto riguarda l’altra frase della canzone “lasciare gli occhi belli di Maria” anche qui avrei qualcosa da dire: perché una Maria sola quando in vacanza ce ne sono parecchie e anche delle gran Marie?:-) Sono tornato ossse sono tornato
Vado a raggiungere il mio "buen ritiro" di Bibione e a fare un po di vacanze e immagino che molti di voi faranno lo stesso. Quindi per un 10-12 giorni il blog verrà aggiornato raramente. Buona estate a tutti voi e in vacanza proverò a trovare l'ispirazione per nuove canzoni.
Buona estate a tutti ...... o almeno quel che ne resta.
Aldo
Storia con tratti quasi da favola questa. E tutta riportata sulla pagine della stampa inglese. Con il 46enne Angelo che, in conflitto con i genitori, scappa da casa, a Barisardo nel Nuorese. Rompe con madre e padre e finisce a lavare i piatti a Londra: "Non cercatemi mai più" lascia scritto in un foglietto. Va a Londra. Nel 1992 scriva a casa per l'ultima volta: "Sto bene, sono felice. Faccio il lavapiatti". Poi più nulla. Nel frattempo muore il padre. Nel 1998 muore anche la madre. E' il momento dell'eredità. Due milioni di mezzo di euro che devono trovare un beneficiario. E il testamento della donna parla chiaro: "Lascio tutto a mio figlio. Non voglio che i miei beni vadano mie sorelle e nemmeno a mia madre". Restava Angelo, ma nessuno ha la minima idea di come trovarlo. "E' un idealista, un uomo buono. Sua madre gli voleva bene" spiega l'avvocato Piroddi che deve eseguire le ultime volontà della donna. Passa il tempo e un anno fa le sorelle di Anselma Chiai presentano un'istanza secondo la quale data l'assenza del nipote potevano mettere le mani sull'eredità. Nel frattempo sono in molti a cercare Angelo. In primis il legale che segue l'eredità. "E' una questione di vita o di morte - dice l'avvocato Piroddi - - perché secondo i termini del testamento, se Angelo non può essere rintracciato, l'eredità sarebbe destinata alla badante della signora Chiai. Potrebbe essere persino morto, certo, ma credo sia abbastanza improbabile. Se qualcuno ha delle informazioni, si metta in contatto con me".
Poi Angelo riappare. Quei soldi sono pronti per lui. Ma lui non li vuole. "Io odiavo le persone che mi hanno lasciato questa fortuna, perché mai dovrei prendere il loro denaro? - dice Angelo - Mia madre mi ha dato sempre problemi quando era viva e continua a darmene adesso che è morta. Io non sarò ricco, voglio continuare ad essere povero come adesso". Angelo i soldi li darà a qualcun altro. A chi, non si sa: "Non voglio che nessuno sappia e non ne voglio parlare più".
Angelo senti, io un'idea ce l'avrei: se proprio ti rendono infelice tutti quei soldi.......
Forse i friulani pensano che lo street bar sia semplicemente un locale sulla strada. In realtà, si tratta di tutt’altro, come si può scoprire facendo un salto a Rimini o, più semplicemente, uscendo di casa. Nel giro di poco tempo, sono nati in Friuli, o hanno ripreso piede, locali che, pur essendo molto diversi tra di loro, hanno una caratteristica in comune: trovarsi sulla strada e, di conseguenza, far ritrovare i ragazzi sui marciapiede. Ormai se uno passa la sera vicino ad un bar che da sulla strada, non riesce + a passare se non facendo zig zag; qualche sindaco ha già drizzato le orecchie perché vede nuovi introiti alle casse del comune sottoforma di “occupazione di suolo pubblico”. Ma perché si sta fuori dal bar e non dentro? Semplice per farsi vedere: una volta si andava nel bar per poter parlare con calma, seduti a un tavolo a bere qualcosa. Adesso il bere è solo una scusa per poter guardare chi passa, ma soprattutto farsi guardare. Non c’è niente da fare: mi sa che è nata una vera e propria generazione di ragazzi da marciapiede……