Buon fine anno e buon principio a tutti voi che frequentate questo sito e questo piccolo blog quotidiano; il video che vi ho postato ieri, sicuramente è una tra le cose più belle che il 2006 mi lascerà in eredità, oltre al CD Mior curte e tutte le nuove persone che ho conosciuto incominciando questa avventura. Come tutti non ho idea su che anno sarà il 2007, ma farò di tutto perchè sia migliore di quello appena passato, anche se non sarà una cosa facile. Mi sento di scrivere oggi sono un proposito per il 2007 e di condividerlo con tutti voi: non lasciate mai, dico mai, che altre persone con il loro modo di fare ostico, arrogante, cattivo e malefico vi tolgano il sorriso dal viso; sono solo dei frustrati che cercano di scaricare sugli altri la propria frustrazione. Questo non dovete mai permetterlo, perchè seriosità non è mai sinonimo di serietà e la cattiveria non paga mai e riesce solo a fare danni incalcolabili. E quindi con il sorriso + grande che ho vi dico "Bon an Bon 2007". Auguri.
Consolidare e incrementare l'uso della lingua friulana, favorirne lo sviluppo ed agevolare le iniziative pubbliche e private che tendono a raggiungere tale scopo: è questo l'obiettivo della legge sulla tutela e promozione della lingua friulana, le cui linee guida sono state illustrate oggi dall'assessore Roberto Antonaz alla Giunta regionale.
E' una legge di 'politica linguistica' e rappresenta la continuazione della legge regionale 15 del 1996, mantenendone l'impostazione di base a partire dall'individuazione della grafia ufficiale, arricchendosi di contenuti con riferimento alla Convenzione quadro europea per la tutela delle minoranze nazionali, ratificata dal Parlamento italiano.
Il territorio di applicazione è quello definito nella precedente legge regionale e confermato dalla legge 482, derivante quindi dalla volontà liberamente espressa dagli Enti locali a riconoscere sul proprio territorio la presenza della lingua friulana, a tutelarla e garantirne lo sviluppo.
Sull'uso della lingua, le linee guida della futura legge prevedono che gli Enti pubblici e i concessionari di servizi pubblici devono garantire ai cittadini il diritto di usare la lingua friulana nei rapporti con la pubblica amministrazione e devono anche rendere visivo il carattere bilingue dei territori con cartelli bilingui relativi alle strutture ed ai servizi di propria competenza.
Le linee guida prevedono anche iniziative di stimolo all'uso della lingua friulana nel settore privato.
'La Regione - si legge nelle linee guida - ritiene adeguato un sistema scolastico che preveda, nel rispetto dell'autonomia scolastica, l'obbligo per le scuole a mettere a disposizione l'insegnamento della lingua friulana in linea con quanto previsto dalla legge 482, con previsione di un miglioramento e potenziamento dell'insegnamento'.
Saranno previsti incentivi per la produzione del materiale didattico e sostegni per le iniziative di formazione e aggiornamento degli insegnanti.
Per quanto riguarda i mezzi di comunicazione, le linee guida prevedono sostegno finanziario alle emittenti radiofoniche che trasmettono programmi in lingua friulana e, nel settore televisivo, sarà favorito il finanziamento alla produzione di programmi in friulano.
Sarà sostenuta la stampa periodica in lingua friulana e la regione potrà stipulare convenzioni con case editrici di quotidiani o periodici che garantiscano un'informazione regolare e di qualità nella lingua friulana.
Stimolo e sostegno sono previsti anche per iniziative che garantiscano la presenza della lingua friulana su Internet.
L'organo di politica linguistica preposto all'applicazione della legge è individuato nell'ARLeF (AGJENZIE REGJONAL PE LENGHE FURLANE - AGENZIA REGIONALE PER LA LINGUA FRIULANA)
Conferirà maggiori compiti all’Arlef – l’Agenzia regionale per la lingua friulana –, ma prevederà anche l’insegnamento nelle scuole in marilenghe e incentivi per l’uso del friulano nei mezzi di comunicazioni, pubblici e privati e negli uffici pubblici. Con questi contenuti passeranno oggi la vaglio della giunta regionale le linee guida per la stesura del disegno di legge sulla tutela e promozione della lingua friulana. E il documento, redatto dalla commissione composta da sette “saggi”, una volta ottenuto il via libera dell'esecutivo, dallo stesso gruppo verrà tradotto in un vero e proprio articolato di legge, per poi cominciare il proprio iter in consiglio regionale. Dopo tre mesi di lavoro, dunque, Piercarlo Begotti, Bojan Brezigar, William Cisilino, Licio De Clara, Rosalba Perini, Carlo Puppo e Federico Rossi, hanno dunque realizzato il testo che rappresenta la prima pietra per la nuova legge.
Le linee guida sono contenute in 9 punti e recepiscono la legge nazionale in tutela del friulano, la 482, aggiornando anche quella regionale, la 15. Ma nella stesura delle linee guida sono anche stati coinvolti rappresentanti istituzionali e non dei gruppi che operano per la valorizzazione della marilenghe e prese a modello diverse norme legislative europee e nazionali. I principi generali del documento, dunque, richiamano la 482 e rilanciano il ruolo dell'Arlef che, nelle intenzioni regionali, avrà maggiori compiti e una «dimensione più significativa», conferma l’assessore alla cultura e all'istruzione, Roberto Antonaz. L’uso della lingua friulana, per legge, dovrà anche essere introdotto negli enti locali come voluto dalla normativa nazionale, mentre per quanto riguarda l’insegnamento a scuola, questo potrà avvenire anche in friulano per le consuete materie scolastiche e su richiesta dai singoli istituti. «E per il friulano a scuola – spiega Antonaz – la nuova legge seguirà di pari passo quella sull’istruzione».
Il punto 4 delle linee guida è invece dedicato agli interventi in marilenghe nei mezzi di comunicazione, siano radio, televisioni, quotidiani o periodici a diversa diffusione, sia pubblici sia privati.
Un uso che verrà incentivato affinché la lingua locale possa divenire strumento per realizzare trasmissioni e prodotti di stampa. Il quinto punto è invece riservato al sostegno alle associazioni che operano per la valorizzazione e lo sviluppo del friulano, mentre il sesto introduce nuovi strumenti di attuazione e controllo della legge. In particolare, sarà il comitato tecnico e scientifico dell’Arlef a diventare l’organismo preposto all’attuazione della nuova normativa, svolgendo anche un ruolo di proposta degli interventi da attuare e di verifica dei risultati ottenuti. «In questo modo – commenta Antonaz – diamo risposta alle crescenti richieste del mondo friulano di avere a disposizione per legge strumenti che lo tutelino e lo valorizzino. Ma manteniamo anche l'impegno che avevamo assunto a inizio legislatura di creare appunto una norma ad hoc che recepisse la 482 e aggiornasse la 15. Auspico quindi – conclude Antonaz – di ricevere oggi l'ok del presidente e dei miei colleghi».
«Se le procedure adottate sino ad ora - ovvero l'affidamento a privati tramite gli Amici della Terra - non dovessero dare i risultati sperati e cioè la salvezza del maggior numero di cuccioli rimasti, non escludo di percorrere altre strade. Sarà possibile anche la vendita dei cuccioli attraverso l'asta, così come già è stato fatto positivamente prima di Natale con i 25 cagnolini sequestrati nel novembre scorso», così il magistrato del tribunale di Tolmezzo, Andrea Gondolo. All'asta della vigilia erano presenti oltre duecento persone, sono stati raccolti più di diecimila euro grazie alle offerte che andranno al canile e per qualche cucciolo sono stati versati anche 620 euro. Al pm Andrea Gondolo è affidata anche l'inchiesta sull'ultimo sequestro di 129 cuccioli (128 cani e un gatto persiano) effettuato dalla Guardia di finanza di Tarvisio, nella notte tra il 14 e 15 dicembre. Le indagini sono ancora in corso e l'inchiesta promette sviluppi rilevanti: «Stiamo ancora operando assieme ad una task force di esperti ai quali ho dato disposizioni ben precise - fa sapere Gondolo - I traffici internazionali di animali sono frequenti attraverso i nostri confini e per le specificità di questi movimenti illegali dall'Est Europa, è difficile muoversi nei controlli. Non sono da escludere quindi nuovi sequestri». Al momento sono ancora detenuti in carcere i due trafficanti subito arrestati, che dovranno rispondere di maltrattamento di animali, tentativo di frode in commercio e falso in atto pubblico commesso da privati.La Lav nei giorni scorsi ha attaccato il metodo dell'asta, temendo che i cuccioli finissero nelle mani degli stessi speculatori che li avevano "ordinati" agli importatori clandestini, ma anche le scelte operate. Il pm Gondolo risponde indirettamente: «Ci siamo posti come obiettivo primario dell'inchiesta la difesa e l'affidamento dei cagnolini. Abbiamo operato secondo la legge, che prevede in questi casi la consegna degli animali ad associazioni o enti che facciano richiesta, individuati tra gli elenchi messi a disposizione dai ministeri della Salute e dell'Interno. Siccome questi elenchi non sono stati ancora redatti, in quanto mancano i decreti attuativi della legge stessa - commenta - ho deciso di contattare un'associazione di fiducia che opera direttamente sul territorio, ovvero gli Amici della Terra e delegare loro alle pratiche di affidamento temporaneo. Comunque sto controllando e mi riserverò poi, in base alle caratteristiche e ai requisiti del soggetto richiedente, se confermare o meno la custodia». Al momento dei 128 cuccioli recuperati nei due sequestri, di varie taglie e diverse razze - tra cui San Bernardo, labrador, boxer, beagle ed altre ancora - per 62 è stata ottenuta la conferma dell'affidamento, circa 40 sono morti perchè strappati troppo presto alla madre, non vaccinati e dunque fragili, 26 sono assistiti nel canile comprensoriale di Tolmezzo e attendono ancora di trovare chi li accudisca. Per quanti fossero interessati sono a disposizione i numeri 0432479481 o 3356856304 dell'associazione Amici della Terra oppure i moduli di richiesta presso gli uffici del canile. A chi è morto il cagnetto saranno restituiti gli euro versati e potrà scegliere un secondo esemplare.
Lorenzo Cherubini,alias Jovanotti, è caduto dalla sua mountain-bike, durante un giro sulle colline nei dintorni di Cortona, la cittadina toscana dove vive con la famiglia. Il cantante, appassionato ciclista, si è procurato un leggero trauma cranico e qualche lieve contusione. Medicato all'ospedale di Arezzo, è stato trattenuto in osservazione e resterà ricoverato su consiglio dei medici fino a venerdì.
Dal MV di oggi
Un concerto che non sarà dimenticato quello che è stato ospitato dalla chiesa parrocchiale delal Beata Vergine di Lourdes. Un evento che ha voluto offrire con la musica il caloroso tributo al ricordo dell’indimenticabile Renato della Torre, uomo grande e amato, un intellettuale protagonista della cultura e della vita musicale friulana la cui scomparsa un anno fa ha lasciato tutti in un vuoto che solo la memoria degli affetti può aiutare a colmare.
Serata che è stata al contempo una sentita preparazione alle feste di Natale, nell’intima partecipazione del numeroso pubblico riunito a ricordare con vivo sentimento una persona cara, e in sua compagnia auspicare un nuovo anno sereno. Il direttore artistico della manifestazione, Giovanni Canciani, ha voluto per questo dare in apertura di concerto la sua diretta testimonianza in merito alla grande importanza che ha avuto Renato nel campo della ricerca musicale, e non solo, ricordandolo affettuosamente come una persona generosa e instancabile, un profondo e appassionato studioso, un esemplare didatta, un fine interprete, un caro amico cordiale e dal cuore d’oro.
La presentatrice Maria Giovanna Elmi ha poi aperto i diversi momenti musicali, riuniti in un corposo programma, tutto ben eseguito dall’orchestra Jacopo Linussio e dal Coro Sant’Ilario (che comprende la corale del duomo Paluzza, il coro Cossetti di Tolmezzo, la corale d’Incarojo ed il Corut di Paularo), diretti con sicura maestria da Daniel Prochàzka. Programma che ha visto tra l’altro l’esecuzione di interessantissime pagine inedite provenienti dal patrimonio musicale sacro boemo, conservate negli archivi della casa-museo La Mozartina. Si tratta del brillante offertorio Omnes Gentes Jubilate di Ryba, letto con accorta interpretazione dal soprano Marianna Prizzon, in comunione col coro, e del Sanctus dalla Missa solemnis in re minore di Volkert, dove l’orchestra in particolare ha dimostrato il suo valore nella non facile condotta delle parti strumentali.
A queste sono seguite opere di un’eredità più conosciuta, e certamente sempre ben gradite, come il Concerto per organo e orchestra in fa maggiore di Haendel, dove ha ricevuto particolari apprezzamenti l’organista Alessandro Bozzer, molto applaudito nell’Allegro finale, il Concerto in re minore per violino, organo, archi e cembalo di Vivaldi, con le parti violinistiche affidate alla pronta mano di Guido Freschi, lo Splendente te, Deus di Mozart e la Pastorale in sol maggiore di Corelli.
Accanto ad esse alcune composizioni del maestro Canciani, a realizzare il trait d’union spirituale con le forme musicali del barocco e del classicismo: una pastorale in fa maggiore di puro clima natalizio, un mottetto per coro ed orchestra in do maggiore, ed il luminoso Gloria dalla Missa Solemnis di Sant’Ilario, che ha ricevuto le più sentite lodi.
A chiudere la seratam Stille Nacht di Gruber, con la divertita partecipazione canora del pubblico, per un concerto che certamente, nella memoria e con amore, ha risuonato molto lontano.
Alessio Screm
Sabato, alle 18, sarà presentato a Sauris di Sopra, nel Centro etnografico, il libro di Roberto Venturini Appunti su Sauris. Pubblicato dalle Edizioni Ribis di Udine, il volume raccoglie le preziose immagini che Venturini ha catturato con la sua macchina fotografica, cogliendo diversi aspetti di questa comunità di origine germanica, dalle bellezze dell'ambiente naturale, esaltate dallo scorrere delle stagioni, all'architettura in legno e pietra, dalle attività artigianali alle tradizioni religiose e profane. Ad accrescere il fascino delle immagini, dei colori, delle suggestioni di luci ed ombre, contribuiscono brevi testi poetici, tradotti anche nella lingua locale, un idioma che ha conservato le caratteristiche del tedesco medioevale.
Intanto, al Centro etnografico prosegue la mostra Un santo inglese a Sauris – Il culto e il mito di Sant’Osvaldo nei territori alpini e in Europa.
Sopravissuti? Beh l'è già alc. Ingrassati? Tutto normale, basta adesso fare un po di ramadam fino alla fine dell'anno perchè poi si ricomincia. In questi giorni mi è capitato di ascoltare qualche sfogo "fur dai dincj" di qualche amico o conoscente, rabious o triste per un Natale passato male o comunque non come se lo sarebbe aspettato; pensandoci un po su in effetti Natale è una festa esplosiva e non nel senso dei botti o delle bottiglie di spumante. Il Natale dovrebbe essere un giorno di pace e serenità, di stop al mondo e di "oggi vivo in pace con me stesso e con i miei cari". Per questo è una sorta di resa dei conti delle situazioni di conflitto, magari non dichiarato o comunque delle situazioni di crisi mai affrontate. Quel nervosismo, insoddisfazione o delusione ce ci possono prendere a Natale altro non sono che il riflesso di queste situazioni e non è che la colpa sia del Natale: il Natale come tutte le cose è neutro. La colpa è nostra: di un mancato chiarimento, di una non volontà di affrontare problemi che possono far male, ma che ci fa comodo non affrontare; e il conto di tutte queste cose ci viene presentato proprio.... a Natale.
Sarà inaugurata venerdì 29, alle 17.30, nella galleria d’arte moderna Enrico De Cillia di Treppo Carnico, la mostra fotografica e la videoinstallazione Noi giriam per questo contorno – Il filo dei riti e i bambini di montagna, di Ulderica Da Pozzo. La mostra sarà presentata da Gian Paolo Gri alla presenza del sindaco Luigi Cortolezzis, del presidente della Comunità montana Lino Not e dell’assessore regionale Enzo Marsilio. La mostra resterà aperta fino al 25 febbraio.
La Pro Loco di Ravascletto mi comunica e io ben volentieri pubblico sul mio Blog.....
Gli amanti del canto corale, venerdì 29 dicembre, sono invitati a Ravascletto alla tradizionale rassegna invernale Cantiamo il Natale, promossa dal Grup corâl-culturâl Valcjalda, in collaborazione con il Comune, la Provincia di Udine e la Unione società corali friulane, che coordina il circuito provinciale CantaNatale.
Protagonisti della serata, in programma alle 20.30 nella chiesa parrocchiale di San Matteo, saranno i cori locali Voci Bianche della Valcalda e Grup corâl-culturâl Valcjalda, diretti dalla maestra Anna Maria Fotia e accompagnati dalla maestra Manuela Sulligoi, e la Corale Varianese, diretta dalla maestra Michela Gani.
Oltre al programma delle singole formazioni (musiche liturgiche e popolari natalizie) verrà proposto un omaggio a Mozart nel 250° della nascita con tre brani eseguiti rispettivamente dalle Voci Bianche della Valcalda (Wolfango Amedeo di G. Fasano), dal Grup corâl-culturâl Valcjalda (God our refuge di Mozart) e unitamente dalle corali di Ravascletto e Variano (Ave verum corpus).
La tradizione canora di Ravascletto ha preso nuovo slancio nel 2004, a seguito delle attività promosse in occasione del 20° anniversario di fondazione del Grup corâl-culturâl Valcjalda. Nel novembre di quell¹anno è nato il coro Voci Bianche attualmente composto da 14 elementi di età compresa fra i 5 e i 14 anni, provenienti anche da comunità vicine a Ravascletto e Zovello. Dal 2006 è iscritto alla Federazione dei Pueri et Juvenes cantores.
In occasione del concerto di Natale, la amministrazione comunale e l¹Istituto comprensivo di Comegliàns presenteranno il Lunari da Valcjalda per il 2007, che la Scuola primaria di Ravascletto ha dedicato al progetto didattico Il Contrasto dei mesi (foto Ulderica Da Pozzo e Antonio Comedò; progetto grafico Silvio de Crignis).
E' morto James Brown. La stella della musica black americana si è spenta all'età di 73 anni per una polmonite acuta ad Atlanta. Una leggenda che ha saputo trasformare il gospel in "rhythm e blues" e creare un genere soul del tutto originale, il funk, con i suoi ritmi incalzanti.
Nato in South Carolina, Il "Padrino del Soul" ebbe un'infanzia di estremo disagio. Lavorò come raccoglitore di cotone e lustrascarpe. A soli 16 anni venne arrestato e fu recluso in riformatorio. Rilasciato si dedicò alla musica: gospel, swing e Rhythm & Blues. Alla metà degli anni 50 fondò la sua prima band i "The flames". Alla fine del 1955, con Please, please, please conquistò la vetta delle classifiche americane. La strada per il successo era tracciata.
Negli anni Sessanta Brown consacrò il suo successo con brani come Prisoner of love, I got you, It's a man's world, Cold sweat e I'm black and I'm proud.
Gli anni Settanta lo videro ancora grande protagonista con ben otto album di successo che gli valsero il titolo di "The Godfather of Soul" e "Re del R&B".
Negli anni Ottanta si diede al cinema interpretando la parte del predicatore nel famoso The Blues Brothers e cantando Living in America nel film Rocky IV.
Bon Nadâl di Aldo Rossi (Cd Mior Curte 2006)
Karol era un'altra cosa; l'attuale Papa mi pare sia un pò troppo attaccato alle cose terrene piuttosto che a quelle spirituali e il distacco tra la Chiesa ufficiale e quella reale delle persone comuni diventa un abisso.... e fortuna che è Natale.
Il Vaticano comunica che a Giorgio Welby, la cui drammatica fine ha commosso tutti gli uomini di buona volontà, sono negate le onoranze funebri religiose. Brava Santa Madre (?) Chiesa! Ne ha fatta un'altra delle sue. E' incorreggibile. Continua a sbagliare commettendo oltre tutto gli stessi errori, in primis la mancanza di una delle tre virtù teologali, la Carità. Di che colpa si è macchiato Welby? Di aver cristianamente sopportato per 40 (40!!!) anni una terribile malattia? Di non avercela fatta più? Di aver riconosciuto i suoi umani limiti? Di aver onestamente chiesto di farla finita? Si chiedono, le alte gerarchie cattoliche, che cosa avrebbe fatto Nostro Signore Gesù di fronte a un caso simile? Gli innumerevoli esempi di pietà, di comprensione, di perdono che illuminano il Vangelo non insegnano niente a questa gente? Domande retoriche la cui risposta è nel cuore di tutti gli uomini di buona volontà. Buon Natale, Santità. Nella Notte Santa, quando mediterà sul mistero della nascita di Gesù, mandi un pensiero a Giorgio Welby, cui ha negato l'ultimo conforto. E chieda perdono.
Cosa c'è di + bello del Natale? Solo 1 cosa: la vigilia di Natale. Credo che tutta la magia sia lì nell'attesa per l'evento, nel poter già assaporare già il 24 il gusto della festa, che si scioglie pian piano nella serata via via fino a mezzanotte. Poi il giorno di Natale passa via veloce, tra pranzi auguri regali e .... rimpianti; passa via così in fretta che quasi quasi ci rimani male e ti sorprendi a dire il 26 "l'è già pasat Nadal". Ma il 24 no, il 24 è tutto un fermento di preparativi, telefonate appunti per il giorno dopo e sopratutto attesa. L'attesa di un evento lieto è una delle cose migliori che la vita possa riservarci, come al contrario, l'attesa di una brutta cosa è una delle peggiori. L'attesa del Natale ci riporta bambini mentre aspettiamo di aprire dei regali; l'attesa da adulti è quella di guardare i visi dei nostri bambini la notte di Natale.