Blog di Aldo Rossi

Il Blog su cui trovi gli articoli e le produzioni musicali di Aldo Rossi, le notizie su quanto accade in Carnia e in Friuli
mercoledì, 31 gennaio 2007

Serata per i lavoratori della Raco

Serade di sostegn pai lavoradôrs Raco
Sabide ai 3 di fevrâr a lis 20,30 (ore taliane)
serade di solidarietât pai lavoradôrs de «Raco» di Attimis.

Prime dibatit li de sale Parochiâl podopo intun tendon devant concert cun:
BANDE GARBE-DODI & I MONODI-BOTEGHIS VIARTIS
Proviodûts chioscos pal ristoro. L'incas al larà a un font si sostegn pai lavoradôrs.

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martedì, 30 gennaio 2007

Gemellaggio Cercivento Frisach

Sarà sottoscritto questa mattina alle 11,30 in municipio a Cercivento il gemellaggio fra il Comune della valle del But e quello di Fresach in Austria. A indurre a questo passo le due comunità, le affinità oramai conclamate: stesso numero di abitanti, a ridosso di centri più grandi, Frisach si trova nelle vicinanze di Villaco, ma soprattutto la volontà di entrambi di aprirsi al turismo attraverso una ricchezza del territorio: le erbe officinali. Già da qualche tempo le due collettività hanno iniziato a frequentarsi, con visite da parte delle relative giunte comunali alle realtà economiche di entrambi e paesi. L’elemento che li accomuna è la volontà e la possibilità di produrre e commercializzare le erbe officinali per promuovere i due territori. Gli ospiti austriaci oggi potranno così visionare il progetto del campo scuola sperimentale installato a Cercivento nei pressi della sede municipale, dove vengono raccolte informazioni sulle erbe officinali, quindi verranno visitate le imprese agricole, una decina, che partecipano al progetto e che hanno già firmato un protocollo d’intesa, garante la Col diretti e il Comune di Cercivento, per la coltivazione di queste particolari piante. Dopo la firma apposta sul documento che sancisce il gemellaggio che saranno effettuate dai rispettivi sindaci, Dario De Alti e Walter Barsteiner, saranno illustrate le varie iniziative già intraprese nella Valle del But.

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lunedì, 29 gennaio 2007

Cania Cadore, autostrada si o no?

Comunicato stampa

NO ALL’ AUTOSTRADA CARNIA-CADORE; URGE LA SISTEMAZIONE DELLA VIABILITÀ ORDINARIA PROMESSA DA ANNI

L’autostrada Carnia–Cadore è inutile e costituirebbe un danno irreparabile per l’ambiente e per le comunità locali. Va invece subito avviata la sistemazione della viabilità ordinaria sullo stesso asse, da decenni promessa e mai realizzata come ha ricordato anche il Sindaco di Socchieve Luciano Mazzolini.
Questo è, in sintesi, quanto è emerso nel corso del convegno “Val Tagliamento, tutela ambientale: quali proposte di viabilità per la Carnia?” organizzato da Assieme per il Tagliamento, PAS - Per Altre Strade, Carnia in Movimento, WWF e LIPU che si è svolto lo scorso venerdì sera a Villa Santina.
Per la prima volta sono state presentate al pubblico le diverse ipotesi progettuali prospettate per l’autostrada A23-A27; data l’assenza dell’A.N.A.S., l’illustrazione è stata realizzata dall’ingegnere Alessandro D’Agostino.
“Una serata di altissimo livello, in cui i comitati, le associazioni e le persone intervenute hanno dato una straordinaria prova di amore per la loro terra, di compattezza, determinazione, senso civico, ma anche di grande competenza tecnica”: questo il giudizio unanime del comitato organizzatore del convegno. Parimenti unanime la critica all’amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia, che – secondo comitati ed associazioni – non starebbe rispettando né le norme ambientali nè quelle in materia di trasparenza e partecipazione pubblica. Significativa in tal senso è apparsa l’assenza del sindaco di Villa Santina, che pochi giorni prima dell’evento ha disdetto la partecipazione del Comune all’iniziativa, dell’Assessore regionale alla montagna Enzo Marsilio, dell’Assessore regionale alla pianificazione territoriale, mobilità e infrastrutture di trasporto Ludovico Sonego e dell’A.N.A.S.
Tra i relatori, significativa è stata la presenza dell’europarlamentare Sepp Kusstatscher, membro della commissione trasporti della Commissione Europea, che nel suo intervento ha evidenziato come le richieste di finanziamenti comunitari per la costruzione di nuove opere viarie siano ormai assolutamente prive di copertura economica. “Di queste opere” - ha aggiunto l’europarlamentare – “si valuta prima la fattibilità tecnica, poi la finanziabilità: ma non ci si interroga mai sulla loro sostenibilità etica e sulla effettiva utilità per le comunità interessate.”
Al convegno è intervenuto anche Pier Mario Fop, Sindaco del comune di Calalzo di Cadore e vicepresidente della comunità montana veneta interessata dal progetto. Secondo Fop non corrisponderebbe affatto al vero quanto affermato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, e cioè che l’autostrada servirebbe alle industrie del Cadore; da anni infatti queste aziende, trasformate in multinazionali, hanno delocalizzato altrove la produzione, lasciando l’intera area in una situazione di grave depressione. Il Cadore punta ora nel turismo ecosostenibile per la sua ripresa e l’autostrada costituirebbe dunque anche per quelle comunità un enorme danno economico, oltre che ambientale. Il sindaco di Calalzo ha infine invitato il comitato organizzatore a replicare l’evento informativo in Cadore.

Assieme per il Tagliamento;
Carnia in Movimento
LIPU – Birdlife Internazionali
PAS - Per Altre Strade
WWF Friuli Venezia Giulia
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domenica, 28 gennaio 2007

Cainero è di Ravascletto!

Il Comune di Ravascletto ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria a Enzo Cainero per la sua attività che ha portato la località carnica «al centro dell’attenzione» in Italia. Con questo riconoscimento, che per la prima volta viene concesso nella storia del comune e che sarà conferito venerdì 2 febbraio alle 20 al termine di un consiglio comunale straordinario, si sono voluti riconoscere i meriti del professionista udinese che per due volte ha portato il Giro d’Italia sullo Zoncolan. La prima quattro anni fa quando la montagna carnica debuttò nella corsa rosa con la stupenda vittoria di Gilberto Simoni, una tappa che sarà ricordata anche per una delle ultime “fiammate” di Marco Pantani, mentre la prossima è in programma il 30 maggio di quest’anno ed è attesissima perchè questa volta si salirà dal lato più ostico, cioè da Ovaro.
Tra i promotori più convinti del riconoscimento è stato il sindaco Ermes De Crignis, uomo di sport pure lui, che negli anni Settanta vestì l’azzurro della Nazionale di salto con gli sci partecipando ai Mondiali del 1974 a Falun e alle Olimpiadi del ’76 di Innsbruck. «Cainero è sempre stato vicino a noi - dice il primo cittadino - sia come amministratore delegato di Promotur sia come organizzatore, prima delle Universiadi e poi delle tappe friulane del Giro d’Italia. Sono manifestazioni che hanno contribuito a far crescere parecchio l’immagine del nostro comprensorio».
Come si è detto a Cainero toccherà l’onore di aprire la lista dei cittadini onorari di Ravascletto perchè nella lista del sindaco ci sono altri personaggi «che lo meritano».
Sorpreso e onorato il diretto interessato. «Non nascondo - dice - mi sono emozionato quando ho appreso la notizia. Premiano me, ma questo è anche un premio per il gruppo cioè per le tante persone che mi hanno aiutato a portare il Giro d’Italia in Carnia. Mi auguro di riuscire a fare altre cose del genere in futuro».
La cittadinanza onoraria di Ravascletto si aggiunge ad altri importanti riconoscimenti che Cainero ha ricevuto negli anni come il premio “manager per lo sport” attribuitogli alla Rotonda di Badoere nel 1999, il premio per “la promozione del ciclismo in Cina”, quando era presidente della Commissione del ciclismo professionistico italiano, che gli fu consegnato nel Gran gala di Conegliano del 2003, e ancora il premio del Panathlon di Udine come sportivo per l’anno 2003.

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domenica, 28 gennaio 2007

Pubblicità in Marilenghe

Hanno cominciato a circolare il 15 gennaio scorso e non sono certo passati inosservati. Perchè il messaggio che portano sul retro non è di quelli che sfuggono: “F=MC2 Furlan mieç di comunicazion al cuadrât (Friulano = mezzo di comunicazione al quadrato)”. È la formula ideata dal Centro interdipartimentale di ricerca sulla cultura e la lingua del Friuli (Cirf) dell’università di Udine per la campagna di promozione della “marilenghe”.
L’iniziativa si chiuderà con un viaggio in corriera, da gennaio alla metà di luglio, tra le province di Udine, Gorizia e Pordenone. Quattro autobus extraurbani, due in partenza dalla stazione di Udine, uno da quella di Gorizia e uno da quella di Pordenone: tutti in marcia attraverso il territorio regionale con esposti i pannelli con l’originale formula in omaggio alla lingua friulana.
«Una formula – spiega Priscilla De Agostini, del Cirf, coordinatrice del progetto – derivata da quella di Einstein: E=MC2, sinonimo universale di scoperta scientifica. Non a caso, l’abbiamo scelta per sottolineare l’aspetto fortemente innovativo dell’utilizzo del friulano come linguaggio scientifico, tecnologico e filosofico».

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sabato, 27 gennaio 2007

Il mio nuovo video

Vi posto il comunicato stampa che abbiamo mandato per la pubblicazione del nuovo  video.

Dopo che il video precedente (Crazy bob) ha superato i 750 contatti in meno di un mese dalla sua pubblicazione sul portale video più famoso della rete e cioè "www.youtube.com", Aldo Rossi pubblica in questi giorni il suo secondo video intitolato "La famee"; questa volta non si tratta di un brano tratto dal suo ultimo CD "Miôr curte, cjançons in mancul di tre minûz", ma di un "assaggio" dello spettacolo teatrale collegato al disco intitolato "Ma ce vuelial dì jessi Furlans", in cui canzoni solo voce e chitarra (un pò alla Giorgio Gaber) si alternano con quelle contenute nel CD.
Partendo dalla domanda contenuta nel titolo dello spettacolo, le canzoni -  attraverso un'analisi della famiglia Friulana e i dei suoi componenti - verificano la validità o meno dei valori storici del "Furlan" e della nuova realtà Friulana degli anni 2000. I brani parlano di come il fatto di laurearsi oggi (Cumò invezit no) non ti risparmi da una vita di precariato, della agognata pensione che si allontana sempre più (I larai in pension), di come sia difficile oggi costruirsi la casa (Il mal dal madon) della politica (La Republiche dal curtîl) di come il terremoto abbia preso il posto della Guerra nella dimensione spazio temporale del Friulano (Cjalde che sere) e così via.
 
Il nuovo video è raggiungibile
 
cliccando su
http://www.youtube.com/watch?v =vYPPJT9BXuY oppure
 
andando su
www.youtube.com e digitando aldorossi (tutto attaccato) nel campo di ricerca del sito youtube;
oppure direttamente dal sito dell'artista:
www.aldorossi.net 

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venerdì, 26 gennaio 2007

Cappello vince il Bagutta

Anche il più antico premio letterario italiano, il Bagutta, istituito a Milano nel 1927 e che quest’anno festeggia il suo ottantesimo anniversario, rende onore al talento poetico del friulano Pierluigi Cappello, che con Assetto di volo (pubblicato da Crocetti) è il vincitore del Bagutta per la sezione Opera prima. Lo ha stabilito la giuria presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti. Alessandro Spina con I confini dell'ombra (Morcelliana) è invece il vincitore del Bagutta 2007, che sarà assegnato, come di consueto, durante la cena di domenica 28 gennaio nell'omonimo, storico ristorante milanese.
Per Cappello, 39 anni, nativo di Chiusaforte, residente a Tricesimo, è il nuovo, prestigioso lauro di un anno felicissimo. Che lo ha visto protagonista sulla scena poetica italiana. Proprio con quell’Assetto di volo accolto nel 2006 nel raffinato catalogo di Crocetti, l’editore di poesia che pubblica i maggiori autori contemporanei italiani e stranieri, e dal 1988 diffonde con crescente successo la più fortunata rivista di cultura poetica di tutta l’Europa: il mensile Poesia. Sotto il titolo Assetto di volo, il poeta ripropone quattro raccolte precedenti, ma scarsamente reperibili: La misura dell’erba, Amôrs (che già includeva Il me Donzel), Dentro Gerico e Dittico, sacrificando della prima una quindicina di testi, della seconda sei. Un libro consuntivo, lo definisce in prefazione Giovanni Tesio, che lamenta l’esclusione della silloge del 1992, Le nebbie, con la quale il giovane poeta si presentò saggiatore ma già padrone del poiéin strumentale e consapevole delle proprie focalizzazioni tematiche: la presenza di quell’esordio in questo volume avrebbe permesso di ripercorrere tutto il coerentissimo arco evolutivo della poetica di Cappello. Comunque, così come l’ha voluto l’autore, che presenta anche tre liriche inedite, assaggio dei lavori in corso, Assetto di volo si presenta in una sua autonoma compiutezza. Evidentemente non sfuggita alle giurie letterarie, se Assetto di volo, prima del Bagutta, vanta – nei mesi scorsi – la vittoria al premio Pisa. Ma anche la silloge Dentro Gerico (una parte di Assetto di volo, come si è detto), qui in Friuli, nel dicembre scorso, si è imposta al premio intitolato a Caterina Percoto, che Pierluigi Cappello ha condiviso con Elio Bartolini, del quale, per sezione in lingua friulana, è stata scelta, per il riconoscimento postumo, la raccolta Il cost di una vite.
Da tempo la produzione lirica di Cappello, sia in italiano sia in friulano, viene riconosciuta, dalla critica più autorevole, tra le più alte della straordinaria stagione che la nostra poesia sta conoscendo. A cominciare dal 2004, quando una giuria che annoverava i nomi di Luzi, Spaziani, Zanzotto, Loi gli ha conferito (per Dittico) il premio Montale: un’investitura prestigiosissima

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giovedì, 25 gennaio 2007

Bitussi al va, uh sal va .....

Essere vicecampione italiano e non saperlo. Questa la strana situazione vissuta da Federico Bitussi, esponente dell'Ac Carnia Bike, secondo classificato nei Master Sport al Campionato Italiano Gran Fondo. «E' strano, ma è così - conferma -. Non sapevo dell'esistenza di questo circuito fino alla seconda metà di novembre, quando ho ricevuto l'invito per la cerimonia della Fci di Pozzuolo. E' stata propro una bella sorpresa». Risultato inatteso ma assolutamente legittimo quello del venticinquenne di Enemonzo, sempre protagoniste nella sua categoria alla "Maratona delle Dolomiti" (è arrivato fra i primi 100 su un totale di 4500 partenti), alla "Nove Colli" di Cesenatico (la più ricca di partecipanti, oltre 11.000), la "Campagnolo" di Feltre e la "Pinarello" di Treviso. Quella passata può essere considerata la sua prima vera stagione totalmente dedicata alle gran fondo: «Ho iniziato dieci anni fa con la mtb, fra l'altro vincendo la "Sauris Superbike" con il secondo posto assoluto - racconta -. Poi nel 2003 sono passato alla bici da strada. Il motivo? La compagnia giusta e un senso di tranquillità». Nel 2006 ha disputato quattordici gare in sei mesi, un impegno che necessità di adeguata preparazione: «Mi alleno quattro volte la settimana, facendo 80-100 km ad uscita - spiega -. Mi sto allenando bene perché quest'anno vorrei partecipare a tutte le prove, dovrebbero essere dieci, del Campionato Italiano». Ovvio, a questo punto, chiedere se il ciclismo avrebbe potuto diventare non solo un hobby, pur molto impegnativo, ma una professione: «Me lo chiedo spesso e la risposta ce l'ho: mi ha rovinato il calcio - sorride Bitussi -. Mi sono ostinato a giocare nonostante modesti risultati. Forse dedicandomi completamente sin da ragazzino alla bici, ora avrei altre prospettive. Ma sono comunque soddisfatto così».

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mercoledì, 24 gennaio 2007

Antonaz dal Ministro x le scuole di Paularo

Esasperato turn over degli insegnanti, continuità didattica diventata ormai un miraggio. Dopo la protesta di un paese intero, Paularo, a difesa della scuola media è arrivata l’attesa risposta dell’assessore regionale all’istruzione, Roberto Antonaz. Il componente della giunta Illy, chiamato in causa non solo da un ordine del giorno del consiglio comunale del comune carnico, ma dai genitori degli alunni delle medie, ha infatti preso a cuore il problema segnalato dalla Carnia e ha scritto al ministero della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, nonchè ai componenti della Commissione pari opportunità.
L’assessore, che ha poi inviato per conoscenza il documento al Comune di Paularo, ha evidenziato al ministro la grave difficoltà con cui si trovano a fare i conti gli alunni di Paularo, ma in generale di tutte le scuole di montagna. «Il precariato, con la conseguente rotazione anche nel corso dello stesso anno scolastico degli insegnanti - ha scritto Antonaz - comporta un grave pregiudizio per la continuità e qualità dell’insegnamento, che si riflette sul livello di preparazione degli alunni, con un’elevata percentuale di abbandoni scolastici e di vistosi insuccessi nelle prime classi delle scuole superiori. L’isopportabilità della situazione porta la comunità di Paularo a pensare a manifestazioni pubbliche di denuncia e di protesta, peraltro ampiamente giustificate, che coinvolgono tutte le espressioni culturali e sociali delle realtà territoriale».
E Antonaz ha sposato la soluzione proposta da Paularo «anche se - ha ribadito l’assessore - la Regione non ha competenza per i contratti degli insegnanti, come invece hanno le Province autonome di Trento e Bolzano». «Per via amministrativa - ha scritto Antonaz al ministero - il problema sarebbe risolvibile prevedendo che le supplenze su posti vacanti in territorio montano abbiano una valenza triennale e al contempo si ripristini un punteggio per gli operatori scolastici che prestano il loro servizio in territori disagiati, quale giusto e doveroso riconoscimento, accompagnato da incentivi alla permanenza nelle sedi». L’assessore, che ha inviato al ministero, ma anche al direttore scolastico dell’Ufficio regionale, la delibera-denuncia della giunta di Paularo, si è quindi detto disponibile a salire al più presto a Paularo per incontrare la giunta e la cittadinanza, ricordando come della questione cattedre abbia pure interessato la Commissione paritetica.
Analogamente nei prossimi giorni l’assessore intende coinvolgere anche i colleghi di altre regioni con problemi simili a quelli delle nostre scuole di montagna, così da fare fronte comune con il ministero.
Soddisfazione per l’iniziativa di Antonaz è stata espressa dal sindaco di Paularo, Maurizio Vuerli. «Ribadiremo all’assessore le nostre proposte nella speranza che la soluzione si trovi prima dell’inizio del prossimo anno scolastico». Più cauto invece il dirigente dell’istituto comprensivo di Paularo-Arta, Pasquale D’Avolio per il quale «la mossa di Antonaz è solo un primo passo». D’Avolio, che è stato contattato in questi giorni da parlamentari (ieri ad esempio l’onorevole Di Centa) e consiglieri regionali che hanno preso a cuore la vicenda, auspica che lo stesso assessore regionale si rechi direttamente a Roma per incontrare direttamente il ministero.

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mercoledì, 24 gennaio 2007

Meeting sulla viabilità a Villa Santina

VAL TAGLIAMENTO "TUTELA AMBIENTALE"
QUALI PROPOSTE DI VIABILITA' PER LA CARNIA?
Meeting di informazione

26 gennaio 2007 ore 18.00 VILLA SANTINA
Sala del Centro Sociale via Pal Piccolo


http://www.peraltrestrade.it/images/convegno%20villa%20grande.jpg

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martedì, 23 gennaio 2007

Caccia si, montagna no.

Enzo Marsilio litiga con le Province, ma porta a casa il risultato dell’intesa sul ddl per la caccia. Su quello per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio montano il consiglio delle autonomie invece lo stoppa, non raggiungendo la maggioranza dei consensi che permetterebbe il via libera alla riforma. Ma Marsilio assicura «andrò avanti e non tornerò in assemblea». Su questi due punti si è consumata ieri la riunione del consiglio delle autonomie.
Un appuntamento che ha riportato in aula il ddl per la programmazione faunistica e per l'esercizio dell'attività venatoria, norme già passate al vaglio del consiglio senza però che si trovasse un'intesa. Allora le Province chiesero che tra le loro competenze in materia fossero mantenute quelle per gli Osservatori faunistici provinciali e per i corsi di formazione venatoria. Richieste approvate da Marsilio e integrate quindi nel nuovo ddl presentato ieri. Ma quando l'assessore si è visto rispondere con una nuova astensione da parte degli enti intermedi, ha perso le staffe, fino a sbottare con una genuina traduzione dal friulano «siete una mandria di tiracampanelli». «Quanto mi avete chiesto di fattibile l'ho inserito dimostrando buona volontà – ha insistito Marsilio –, abbiamo trovato un accordo e ancora vi astenete. Mi sento preso in giro, se c'è un accordo questo si rispetta. Non accetterò più trattative con assessori provinciali che non abbiano una delega scritta del presidente».
E un rimbrotto è venuto anche dal presidente delle autonomie, Vittorio Brancati. «Non è questo il modo di lavorare – ha affermato Brancati – perché ci siamo visti, abbiamo discusso e concordato una linea e oggi tutto viene rimesso in discussione. Non si fa così». Sulla valorizzazione del territorio montano, invece, Marsilio è stato stoppato a causa dei soli 11 voti favorevoli, visto che per dare il via libera all'intesa ne sono necessari 12. Tra i 16 componenti del consiglio ieri in aula, dunque, i 5 astenuti sono stati i rappresentanti delle quattro Province e quello del Comune di Mossa. Il ddl ridefinisce le Comunità montane dando loro maggiori compiti e coordinandole con il complessivo sistema delle autonomie. Ma la riforma prevede anche un raccordo tra la Regione e i Comuni montani per la distribuzione del fondo montagna e la possibilità di scelta per le amministrazioni locali, soprattutto per quelle collocate al confine tra montagna e pianura, se aderire a un Aster o a una comunità montana. Un ddl che non ha riscosso l'entusiasmo del consiglio e per il quale Giuseppe Napoli ha presentato una serie di emendamenti. Su uno solo l'assessore ha garantito la disponibilità a verificare se tecnicamente possibile, quello che prevede che Comuni parzialmente montani e quelli confinanti con un territorio di pianura o con un'altra comunità montana, possano partecipare anche a un'associazione intercomunale con Comuni non facenti parte della propria comunità montana. «Sul resto invece – ha detto Marsilio – non cambieremo idea e quindi porterò il ddl in giunta per la definitiva approvazione». Il più critico è stato il presidente della Provincia di Udine Marzio Strassoldo, convinto dell'arretratezza del ddl «che penalizza le Province.

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lunedì, 22 gennaio 2007

Grillo Resetta

Da febbraio a maggio in giro per l'Italia: il nuovo tour di Beppe Grillo, battezzato Reset, parte il 16 febbraio dal Palasport di Pordenone, sosterà sabato 17 al PalaTrieste e lunedì 19 al Carnera di Udine, per poi proseguire lungo la Penisola. «Il mio tour 2007 – spiega Grillo dal suo blog – si chiamerà Reset. I meet-up saranno invitati a ogni spettacolo per proposte sulle città e sul territorio. Sarà un tour di azione. Ormai sappiamo tutto (quasi tutto). E sappiamo che dobbiamo cambiare. Che non possiamo più delegare la nostra vita ai partiti. Ségolene si è riferita ai francesi chiamandoli intelligenza collettiva. In Italia non manchiamo di intelligenza. Ci manca il collettivo. La Rete crea il collettivo. La conoscenza crea il collettivo». Con Reset saranno coinvolti dunque i meet-up e Grillo, ancora una volta, insisterà sui temi a lui cari sviscerati sul suo blog: la rete e la sua potenza, l'ambiente e le energie rinnovabili, i limiti dei leader politici e dei partiti, le grandi aziende e il loro strapotere. Su tutto i cittadini a cui Grillo dà la parola attraverso la Rete.
Temi già affrontati con grande forza in Incantesimi, lo show del 2006, ora anche in un cofanetto: il libro raccoglie un anno di blog, mentre i due dvd contengono lo spettacolo vero e proprio e una serie di “interviste con il futuro”. Tra gli altri, ad Antonio Di Pietro, Dario Fo, Gino Paoli, Renzo Piano, Wolfgang Sachs, Marco Travaglio. «Il blog www.beppegrillo.it – dice il comico – è nato il 26 gennaio 2005, in silenzio, piano piano. Io e il blog siamo cresciuti insieme, abbiamo imparato a conoscerci. Sono diventato il suo schiavo, pubblico un articolo al giorno, sia in tournée sia in vacanza, e anche la domenica. E leggo tutti i commenti, che sono tanti, centinaia, migliaia. Ogni tanto non ce la faccio, lo confesso. Credo di avere il blog più commentato del mondo. Ho conosciuto, attraverso le loro parole, persone che credevo scomparse, persone pulite, che scrivono c...o con i puntini-puntini. Persone che ogni giorno lavorano, crescono i loro figli, combattono la loro battaglia con grande dignità, con otto-novecento euro di stipendio al mese».
Ecco alcuni negozi regionali dove trovare i biglietti in prevendita. Udine: Natural Sound (0432-508586) e Angolo della Musica (0432-505745). Tricesimo: Foto Flash (0432-854242). Tolmezzo: Spazio 1999 (0433-41307).

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domenica, 21 gennaio 2007

Ennio Zampa .... Fin a setembar

Una forma insolita di raccontare mezzo secolo di canzoni, parole, musica e vita. È quella usata dal cantautore friulano Ennio Zampa in ...fin a setembar, che si è tenuto sabato scorso. Si tratta di un concerto-spettacolo, al debutto meno di un anno fa, che per profondità e per l’ampio respiro assume forme naturalmente diverse a ogni esibizione. E il pubblico viene avvolto da una miriade di stimoli che restituiscono un quadro cinquantennale con una carrellata di pezzi, concentrati in poche strofe, che appartengono sia alla creatività del cantautore sia a grandi nomi della musica e della poesia. «Più che un itinerario artistico attraverso le generazioni – ci spiega Zampa –, il mio è un viaggio attraverso le ere. Sono nato negli anni ’50, in quella che Pasolini avrebbe definito l’era del sottoproletariato, poi ho vissuto l’industrializzazione, che ha pervaso anche il Friuli, e ora l’era tecnologica. Evoluzioni importanti che non si sono sviluppate nei secoli, ma in pochi anni». Una performance sul filo di chitarra e voce, con incursioni nella poesia, come ormai il cantautore ci ha abituato. «La natura intima delle mie composizioni – aggiunge Ennio – è sempre legata al progetto PerauleSunColôr , quell’incontro tra arti friulane che rende la canzone sorella della poesia. Sto pensando di usare la formula di ...fin a setembar anche per altri percorsi, articolati sulla produzione poetica a livello mondiale». E così l’ex diciottenne del ’68, anno in cui incise con I Ragazzi Soli il suo primo 45 giri, rielabora in musica, a modo suo, un grande salto temporale, dagli anni ’50 dell’infanzia trascorsa in un curtîl di provincia, ai mitici ’60, alle proteste giovanili degli anni ’70 – in cui compose il pezzo più noto, Il cjan di nissun –, agli anni ’80 dell’apoteosi della discoteca e del crollo della cultura friulana, ai ’90 del predominio dell’estetica, anche nei suoni, al 2000 delle migrazioni e di un nuovo modo di fare guerra. In cui rimane il valore forte della famiglia, che Zampa esprime con una sua canzone a cui è molto legato: Reste . Una storia di ere , questa, raccontata anche a suon di Gaber, Tenco e Endrigo, Rolling Stones, New Trolls e Profeti. E attraverso i colori delle poesie di Rimbaud e Montale. Con un omaggio speciale a Meni Ucel, qui, in un luogo vicino a quella che era la sua casa. Cristina Menis

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domenica, 21 gennaio 2007

100 anni a Paularo

Dopo 19 anni Paularo festeggia un nuovo centenario. A raggiungere il traguardo del secolo di vita è un uomo, Matteo Fabiani che oggi celebra l’ambito compleanno nella piccola frazione di Dierico, dove risiede assieme al figlio Luigi e ai suoi familiari. A fargli i complimenti anche tanti amici e l’amministrazione comunale. Una località, Dierico, dove la longevità è comunque di casa, visto che nei pressi di via Maggiore Arborello, dove abita la famiglia Fabiani, vive pure una signora di 97 anni. Quella di oggi sarà una ricorrenza doppia: oltre ai 100 anni del vegliardo, ieri ha compiuto 60 anni, suo figlio Luigi, che ha lasciato il lavoro per accudire il padre.
Ma naturalmente il piu’ festeggiato sarà Matteo, che ha trascorso la quasi totalità della propria vita nella sua val Incarojo, fatti salvi i tragici momenti quando, anche lui, dovette partecipare agli eventi bellici del secolo scorso, soffrendo pure la deportazione in Austria. In forza al battaglione Conegliano, con l’incarico di conducente di muli, durante il secondo conflitto mondiale, venne deportato in Austria da dove riuscì a fuggire e a riparare nella sua vallata. Dopo queste tristi parentesi Matteo Fabiani ha continuato a vivere nel suo paese, facendo il boscaiolo, aiutato negli ultimi anni dal figlio Luigi, e attorniato da una numerosa famiglia. La moglie, Maria Dereani, purtroppo lo ha lasciato per sempre nel 1987, due anni dopo è scomparsa pure la figlia Elisa. Oggi lo attoriano gli altri figli: Luigi, Giovanni ed Eleonora con le rispettive famiglie ricche di 9 nipoti e due pronipoti. Fra gli altri oggi ci saranno pure i rappresentanti delle varie associazioni paesane, la giunta comunale guidata dal sindaco Maurizio Vuerli, il quale consegnerà una targa al centenario

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domenica, 21 gennaio 2007

Momix grandi come sempre

Sorprendono. Come sempre. E infiammano la platea del Rossetti, che per quattro repliche è stra-esaurita. Il tour italiano 2007 dei Momix è partito proprio da Trieste con Sun flower moon, lo spettacolo di Moses Pendleton che è stato creato in occasione del 25mo anniversario del gruppo. Dopo l’ironico Momix Show, Opus Cactus e il loro The Best of, ecco Sole, fiore, luna, che ci proietta in un mondo vegetale e lunare che è reale e onirico allo stesso tempo. È il nostro mondo quello che vediamo in scena, amplificato, dove colano suggestioni melanconiche gioiose vitali. Un mondo però che lentamente sta spegnendosi e quindi la compagnia lancia il suo appello sulle punte a salvaguardare l’ambiente. E lo fa con questo spettacolo, con i ballerini che si trasformano in tanti esseri monocellulari che poi si moltiplicano, visti dietro a un sipario su cui vengono proiettate immagini ingrandite sdoppiate come in un caleidoscopio.
Dodici gli interpreti che, inguainati in tute optical disegnate da Phoebe Katzin, Moses Pendleton e Cyntya Quinn, perdono sembianze umane per rinnovarsi in qualcosa di evanescente fluttuante magico. Se le invenzioni create in questo spettacolo sono sempre incredibili – qui è utilizzata la tecnica del teatro nero con le immagini che si muovono repentinamente o ruotano in maniera ipnotica –, la danza però passa in secondo piano. Si possono intuire le capacità acrobatiche dei ballerini che risaltano meglio nel pezzo conclusivo degli applausi, dove ognuno si presenta ballando qualcosa. D’altra parte, questo è teatro d’illusione, capace di creare nuovi mondi dove vagabondare con la mente e con gli occhi per un po’.
White Arcades, il pezzo d’apertura, è davvero emozionante con queste quattro coppie, mezze bianche e mezze nere, che toccandosi e respirando diventano un unico organismo. Che può nuotare nell’aria perché è sollevato dal compagno nerovestito o in altri casi può fluttuare grazie a cavi sospesi o carrelli. L’impressione è che siano figurine mesmerizzate – non a caso alla fine dello spettacolo compaiono degli spettri agitatati da una lunga asta –. I disegni creati dai ballerini sono rubati dal mondo dell’arte. Certi incroci di braccia e gambe ricordano le figurine di Keith Haring, ma anche il pezzo sulle meduse con quegli abiti che si avvitano su stessi ricorda l’installazione di Ursula Neugebauer Tour en l’air. Ritornano i giochi con i palloni, i guizzi delle corde fluorescenti, il roteare dei ventagli, ma ci si stupisce, ed è un momento veramente angelico, il volo degli uccelli o strabilia il repentino ritorno alla legge del più forte che mangia il più piccolo. La battaglia dei ragni ricorda la lotta tra dinosauri in Fantasia che Walt Disney creò sulla partitura della Sagra della primavera. Qui a emozionare assieme al movimento le musiche di Brian Eno, Waveform, Hans Zimmer Buddha Experience. Dopo la lotta per la sopravvivenza, l’armonia dell’universo ritorna con la creazione di una meravigliosa stella su cui il sipario si abbassa. Per un po’ anche lo spettatore ha fatto un magnifico viaggio in un mondo alla Jules Verne

postato da: BlogdiAldoRossi alle ore 09:26 | link | commenti | commenti
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