Concorrono in tre per il posto di primo cittadino del mio paese adottivo Arta Terme. A confrontarsi due personaggi che hanno già ricoperto la carica di sindaco e una novità assoluta della politica: Giovanni Battista Somma, Giovanni Battista Gardel e Marlino Peresson. A quest’ultimo si affianca una lista collegata fatta di giovani del paese.
Mai come stavolta, ad Arta c'è una contrapposizione netta tra il vecchio e il nuovo, tra gli interessi economici consolidati e la volontà di cambiamento e di svecchiamento (non solo anagrafico, ma sopratutto culturale) dell'Amministrazione del Comune.
Per Marlino e i suoi non sarà per niente facile, visti gli interessi in campo tutelati da Gianni e ... Paneti; intravedo una possibilità di vittoria, solo nel fatto che stavolta i voti delle due altre liste si sovrappongono e a quanto pare gli Albergatori e i Commercianti non si sentono rappresentati (o non si fidano) dall'uscente Sindaco Somma. Qualche "saltino" della quaglia (Maria Teresa Chiussi che corre con Gardel ed Enzo Zamolo in lista... di che atre bande) alcune conferme nella lista Somma (Giovanni De Colle e Guido Della Schiava) e assenze non prevedibili (Giancarlo Benzo che sembrava dovesse sostituire il suocero in fatto di rappresentanza e che invece ....).
Un saluto e un augurio particolare a Roberto Somma (mandi classe sperin ca seti la volte buine) e a Daniela Radina ospite a volte di questo di queto mio Blog (speri chi tu rivis a fà ce che a mi agns indaur non mi è stat permetût: cambià il mût di fa Amministraziôn dal di dentri).
Non mi piacciono molto gli appuntamenti elettorali, ma mai come questa volta mi sento di dire: sperin ben, soredut pal ben di Darte.
Lettera pubblicata sul MV di oggi.
di GADDO DE ANNA*
Ringrazio il consigliere regionale Renzo Petris per l’intervento pubblicato sul Messaggero Veneto il 25 aprile perché ha reso, più che leggibile, benissimo leggibile la mentalità reale dei Ds o dei loro rappresentanti. Ossia quella di un partito padronale che non ha la minima dimestichezza con ciò che sono i concetti di reale democrazia o, peggio ancora, dal suo punto di vista, di quelli di democrazia partecipativa, dove i cittadini contano davvero, dove non è solamente un voto espresso ogni tanto a dare quella “licenza di uccidere” di cui il nostro ineffabile si sente investito. Ha mai sentito parlare, Petris, tanto per fare un esempio, dei principii partecipativi esistenti in Agenda 21, dove le infrastrutture impattanti devono essere sottoposte al referendum di approvazioni per le cittadinanze interessate? Di solito il potere arrogante oggi gestore della cosa pubblica ignora (volutamente) tali principii perché scomodi, intralcianti, retrivi, noiosi, pedanti e quant’altro. Ha mai provato, il nostro signor Petris, a immaginare un mondo (un’Italia, un Friuli) senza assurde Tav, ma con una rete ferroviaria rafforzata e resa efficiente perché affidata a un gestore capace e non a uno, come ora, in perenne stato di confusione mentale? Ha mai provato a immaginare una conseguente diminuzione del traffico commerciale su gomma, così da rendere del tutto inutile e ridicolo l’ampliamento dell’attuale autostrada?
Ha mai provato, ancora, a ragionare sul fatto che, invece di importare sempre più energia per, evidentemente, poterne consumare sempre di più, sarebbe invece logico (ma la logica è oggi nella politica?) investire sui risparmi energetici a tutto tondo, così da necessitare sempre meno dell’energia stessa? Si è mai azzardato a ragionare sul fatto che un altro mondo è possibile con meno industrie e un maggior recupero del territorio, con meno consumi e quindi con meno rifiuti, con una qualità della vita decisamente maggiore e quindi un miglior vivere assieme, anche perché non più costretti dal giro ozioso: lavoro-produzione-guadagno-consumo - rifiuti-lavoro-produzioneeccetera eccetera? Ha mai tentato di ragionare sull’assurdità dei rigassificatori come concetto, oltre che come impatto e pericolosità? Si è mai soffermato sul fatto (altri ci hanno già pensato, anche per lui) che nel giro di pochi anni si esauriranno le fonti energetiche, diciamo così, classiche? Il 2013 è l’anno del non ritorno secondo molti studi; e la cosa si sospetta sia vera, stante il fatto che le maggiori compagnie petrolifere sono anche le maggiori investitrici in ricerche tecnologiche per lo sfruttamento delle fonti alternative rinnovabili. Il nostro, evidentemente troppo indaffarato dal concetto dominante del business a ogni costo (soprattutto se sulle spalle degli altri), dall’arroganza di chi gestisce il potere ritenendosi depositario della verità rivelata e che di conseguenza non è nemmeno sfiorato dal dubbio laico di averle sparate grosse. Si guardi attorno, signor Petris: impari quali sono i reali valori della vita, la reale essenza della democrazia, il vero rispetto dell’altrui, la necessità assoluta, ogni tanto, di stare zitti. Avrà mai provato, il nostro, a dare una valutazione economica a un bel tramonto o al suono di un torrente? Sospetto che per lui, distratto da ben altri interessi tipici dei gestori del potere locale, queste siano cose senz’alcun valore perché senz’alcun interesse. Grazie, signor Petris, per il suo epifanico manifestarsi; grazie veramente. Sapremo certo ricambiare in occasione delle prossime elezioni, a lei e a quelli come lei.
*Rappresentante Sinistra Ecosolidale Friuli
«Uno sgarbo istituzionale increscioso, un fatto disgustoso». Così il consigliere comunale di minoranza, Francesco Martini della Margherita, definisce il voto d'astensione di tre assessori della giunta Cuzzi sulla delibera di concessione di contributo e patrocinio a favore della Ads polisportiva Libertas Tolmezzo in occasione del trofeo giovanile di atletica leggera, dedicato alla memoria di Luigi Modena (approvato comunque lo scorso 2 aprile con i quattro voti dei rimanenti membri di giunta). «La manifestazione sportiva, in programma il prossimo 8 luglio, rappresenta ormai un evento consolidato negli appuntamenti sportivi che si tengono nel capoluogo carnico - ricorda Martini - le passate edizioni hanno fatto registrare la partecipazione di circa 300 giovanissimi atleti provenienti da tutta la provincia di Udine e per queste premesse la delibera pareva avere tutti i requisiti per essere accolta con la solita prassi, cioè con voti unanimi e palesi. Ma così non è andata - denuncia il consigliere, nella doppia veste di presidente della Libertas - Gli assessori Cacitti, Cucchiaro e Cuder si sono astenuti. Non dare un voto favorevole a questa iniziativa è un fatto incredibile, è un fatto per me disgustoso».
Prodotti freschi, di stagione e rigorosamente locali. Ma soprattutto, di qualità certificata e a buon mercato. Parte da 358 aziende agricole della provincia la riscossa della Coldiretti sulla grande distribuzione. Una scommessa che vedrà gli stessi produttori dedicarsi alla vendita diretta di ortaggi, frutta, latticini e carne, con cancelli aperti anche alla domenica e in orario serale. Obiettivo: accorciare al minimo la filiera e garantire un contatto diretto tra chi produce e chi consuma, senza più bisogno di passaggi intermedi attraverso la classica rete commerciale. Una prassi in realtà già da tempo collaudata dai tanti agricoltori che, per smaltire le rispettive produzioni stagionali, specie se di vino, hanno deciso di affiancare al consueto binario della distribuzione ai mercati ortofrutticoli, le botteghe e i ristoranti della zona, anche quello della vendita diretta in azienda a una ristretta cerchia di clienti per lo più abituali. Ma nelle intenzioni di Coldiretti, questa volta, c’è qualcosa di più. E a dimostrarlo è la “Guida agli acquisti nelle aziende agricole del Friuli”, una sorta di vademecum che Coldiretti Udine ha realizzato per classificare in modo organico tutte le aziende dedite alla vendita diretta e che il suo direttore provinciale, Elsa Bigai, presenterà stamani alla stampa.
«Quello che offriamo alla popolazione – spiega Bigai – è uno strumento nuovo e pratico, in grado di guidare il consumatore verso le aziende agricole che, dalla Carnia alla Bassa friulana, hanno deciso di favorire un approccio diretto con l’acquirente, saltando il negozio e quella che chiamiamo la grande distribuzione organizzata. Il vantaggio? Un rapporto qualità-prezzo – continua – che andrà a premiare tanto il produttore, cui spetterà qualche margine di guadagno in più, quanto il cittadino, che oltre a risparmiare sulla spesa avrà anche la certezza di portare in tavola prodotti sani e genuini». Il progetto della Guida fa il paio con l’ormai tradizionale appuntamento con Agritour, il circuito che, da martedì 1° maggio e per 16 domeniche, attraverserà in bicicletta i campi e le aziende agricole della provincia. Comprese, naturalmente, quelle inserite nella guida.
E così, quella che, fino ad ora, era stata poco più che una rete di vendita sconosciuta ai più e per nulla coordinata al proprio interno, si appresta adesso a diventare una vera e propria mappa di aziende impegnate anche nella commercializzazione in proprio di una gamma di prodotti che, a seconda della stagione, spazieranno dalla frutta e verdura, al vino, i formaggi, i salumi, le carni di animali da cortile e quelle più di nicchia, come nel caso dello struzzo.
Blogeko.info, anima ambientalista del network di CommunicaGroup, lancia un'iniziativa che merita di essere rilanciata e a cui hanno già aderito Ecoradio e Greenplanet.net.
Ecco quale:Sta scomparendo lentamente: sembra essere questo il destino inesorabile del lago Aral, al confine tra Kazakistan e Uzbekistan. Per questo vi chiedo un minuto di attenzione per decidere se apporre la vostra firma nella petizione che abbiamo organizzato e che si prefigge come obiettivo quello di porre all'attenzione del Governo Italiano la terribile agonia che sta vivendo ormai da anni il lago asiatico.Quello che infatti, una volta, era il quarto lago più grande del mondo, è ormai ridotto ad appena un quarto delle sue dimensioni originarie. La causa? Disgraziati esperimenti durante il periodo sovietico con l'obiettivo di sfruttare i suoi immissari per l'irrigazione.Ora la parte nord del lago, grazie alla costruzione di una diga e al progetto di una seconda, sta lentamente "rinascendo", mentre la parte sud è destinata a scomparire. E sembra che al governo kazako non dispiaccia affatto, anzi questo gli permetterà di attingere con più facilità ai ricchi giacimenti di petrolio e gas naturale della zona. Il nostro scopo: vogliamo sensibilizzare il Governo Italiano su questa vicenda, affinché se ne faccia portavoce presso l'Unione Europea.
Per leggere e firmare: Una petizione per il lago Aral
Sabato 28 aprile, al Centro Sociale di Enemonzo, si terrà un incontro di informazione e dibattito sull’ipotizzato collegamento tra le autostrade A23 e A27. Tecnici ed esperti cercheranno di dare alcune risposte ai dubbi e agli interrogativi sull’impatto di quest’opera e sulla sua effettiva necessità. Il convegno inizierà alle ore 14.30, con il saluto del Sindaco di Enemonzo Paolo Iussa. Seguiranno gli interventi introduttivi di Alfio Anziutti e Marco Lepre, in rappresentanza, rispettivamente, del Comitato PAS Dolomiti e del Circolo Legambiente della Carnia. I lavori proseguiranno vedendo alternarsi al tavolo dei relatori Alessandro D’Agostino, Andrea Wehrenfennig, Erasmo Venosi e Luigi Casanova. L’ing. D’Agostino illustrerà, attraverso materiale visivo, lo “studio di fattibilità” predisposto dall’ANAS e presenterà le ipotesi di tracciato lungo la valle del Tagliamento. Il dott. Andrea Wehrenfennig, esponente dell’I.T.E. (Initiative Transport Europe), l’associazione sorta a Strasburgo nel 1995 per ottenere una politica sostenibile dei trasporti in Europa, tratterà il tema “I flussi di traffico merci su strada e rotaia attraverso il Brennero e Tarvisio”. Erasmo Venosi, tecnico ambientale e consulente del Ministero dell'Ambiente, affronterà il problema dell’impatto ambientale delle grandi opere, con particolare riferimento al caso in oggetto. Luigi Casanova, Vicepresidente di CIPRA Italia (la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi), riferirà sul protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi e porterà alcuni esempi sul rapporto tra turismo e sviluppo delle infrastrutture. Seguirà un pubblico dibattito con la partecipazione di associazioni, esponenti politici ed amministratori locali - sono stati invitati i parlamentari e i consiglieri regionali della zona - al termine del quale è previsto un intervento conclusivo di Franceschino Barazzutti del Movimento Mont.
Succede spesso: nei cartelloni pubblicitari i panini sembrano succulenti, freschi e pronti per essere addentati regalando ondate di piacere. Poi quando li comprate l’aspetto è ben distante dall’immagine che vi aveva attirato dentro il fast food: gli ortaggi sono mosci, le salse hanno un colore indescrivibile, i formaggi sono completamente sciolti o non lo sono per niente e in generale il cibo sembra molto meno appetibile di quanto apparisse nei manifesti.
Per dimostrare la realtà dei fatti, il West Virginia Surf Report ha eseguito un raffronto diretto tra l'immagine pubblicitaria e quella reale del cibo offerto da celebri catene come McDonalds, Burger King, KFC, Wendy. «Ogni prodotto è stato acquistato, portato a casa e fotografato immediatamente» spiega il proprietario del sito Jeff Kay, che provocatoriamente sottolinea: «Questo è un progetto per il Pulitzer. Tornate per gli aggiornamenti». E aggiunge: «Niente è stato manomesso o investito con l’automobile, o sottoposto ad attività simili. Si tratta di una rappresentazione accurata in tutti i casi». E così ecco la galleria di doppi hamburger, zuppe, sfilatini, insalate e nachos, tutti impietosamente sconfitti dalla corrispettiva immagine ideale.
Il motivo di questa differenza che ormai spinge molti inserzionisti pubblicitari a inserire la frase “l'immagine potrebbe non corrispondere al prodotto”, è l’utilizzo di cibo artificiale, realizzato da veri e propri scultori specializzati chiamati in gergo mocappisti. Basta scandagliare la rete per trovare siti come http://www.displayit-info.com/food/food.html, che offrono più prelibatezze di un ristorante a cinque stelle, pronto per essere esposto in vetrine di bistrot o fotografato per riempire una pagina di un settimanale: provate a guardare una finta bistecca o l’imitazione di una torta ai frutti di bosco senza farvi venire voglia di addentarla.
Vespa: come dire, il simbolo della nazionalità. O almeno così la pensano i vespisti doc friulani che hanno incrociato i modelli e le storie del mezzo che ha segnato un'epoca in occasione del primo raduno organizzato dal Vespa club di Udine. Rosse, blu, viola verdi, arancioni, tutti i colori sgargianti, con sidecar da immortalare a dovere, hanno dipinto piazzale Chiavris, diventato ieri mattina il parcheggio di un tempo che fu e rinasce dalle sue ceneri, cooptando persino la new generation.
Non ci sono solo i vespisti con qualche capello bianco nascosto da caschi vecchio stile, anche non omologati (ma su questo i vigili chiudono un occhio...), ma giovanissimi ragazzi che fanno coincidere la vespa con un modo di vivere tutto particolare, come spiegava il popolo dei 700 che, dopo lo start, ha percorso i luoghi friulani fino a Spessa. «Sta riprendendo l'amore per questo mezzo», conferma il presidente del club udinese, Athos Puntil che annuncia il raduno come appuntamento fisso.
Apprendo adesso la notizia della scomparsa di Pre Toni Beline; era da tempo malato, ma la notizia della sua prematura scomparsa è arrivata del tutto inaspettata.
La morte di Pre Beline è una grave lutto per tutto il Friuli e per la Friulanità nel mondo.
Dal MV di oggi
La droga circolava a scuola come fosse una merendina. I ragazzi di due istituti superiori – uno nel Tolmezzino e uno nel Tarvisiano – la portavano in classe con disinvoltura e la consumavano persino a ricreazione. Ora, al termine di un’indagine dei carabinieri, sei minorenni sono agli arresti domiciliari per spaccio, nove sono stati denunciati e altri 29 segnalati alla prefettura. Coinvolti anche otto maggiorenni.
Un ragazzo sviene al primo “tiro”. Era l’inizio dell’anno scolastico, quando un ragazzo, che per la prima volta aveva fumato uno spinello, è svenuto. I carabinieri della Compagnia di Tolmezzo, in quel periodo, stavano già monitorando la situazione, ma quel fatto ha attirato in modo particolare loro attenzione.
“Fumo” in classe e sugli sci. Non c’è voluto molto, infatti, perchè gli investigatori si accorgessero che il consumo era assiduo e non avveniva solo negli istituti, ma anche durante attività sportive extrascolastiche, per esempio durante una giornata sugli sci oppure di fronte a un locale alla moda. Così, dopo nove mesi di indagini, sei minorenni residenti nell’Alto Friuli, sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare firmata lo scorso 16 aprile dal Gip Luca Gaspari, sono stati ristretti agli arresti domiciliari con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Altri 17 giovani (e tra loro nove non hanno ancora compiuto diciotto anni) sono stati denunciati a piede libero per reati che vanno dallo spaccio al favoreggiamento. Infine, 45 persone (di cui 29 minorenni) sono state segnalate alla prefettura perchè assumono abitualmente droghe.
Hascisc e marijuana nello zainetto. Gli investigatori, coordinati dalla dottoressa Valentina Bossi della procura per i minorenni di Trieste e dal sostituto procuratore del capoluogo carnico Andrea Gondolo, hanno posto particolari cautele nel loro lavoro. Perchè questa volta l’obiettivo non era dare la caccia a una banda di narcotrafficanti, bensì alzare il velo che ormai da qualche tempo era calato su un fenomeno preoccupante, che troppe volte passa inosservato e che invece, in alcuni casi, riesce a segnare in maniera estremamente negativa una giovane vita: la diffusione nella scuole e nei centri di aggregazione delle cosiddette “droghe leggere”, marijuana e hascisc. Sostanze che in verità hanno effetti “pesanti” sulla salute, considerando che generano dipendenza psichica e fisica. Il giro che si era creato nei due istituti era davvero imponente. I carabinieri infatti, guidati dal capitano Mauro Bonometti, hanno documentato centinaia di episodi di spaccio: i ragazzi – secondo quanto emergerebbe da intercettazioni, pedinamenti e filmati – si muovevano serenamente, alla luce del sole, certi del fatto che non avrebbero subìto alcun tipo di controllo, nè da parte dei familiari, nè da parte delle autorità scolastiche.
Consumati 2 etti solo a Capodanno. Da quanto si è potuto apprendere, ai sei studenti ora ai domiciliari vengono attribuite le maggiori responsabilità sia per numero di cessioni, sia per quantità. Nel loro giro tuttavia, come accennato, c’erano anche maggiorenni: studenti degli ultimi anni delle superiori, ma anche esterni che garantivano il continuo rifornimento di hascisc e marijuana. Soprattutto per i momenti di svago: per esempio, la notte di Capodanno a una festa sarebbero stati consumati oltre due etti di stupefacenti.
Famiglie incredule, ma al fianco dei Cc. Il quadro complessivo dei “passaggi di mano” della droga è stato quasi completamente ricostruito dagli inquirenti che hanno ascoltato decine e decine di studenti, accompagnati in caserma a Tolmezzo da genitori increduli. Spesso a rispondere alle domande degli uomini in divisa si sono trovate famiglie stimate, lontane da situazioni di disagio sociale. E in questi casi gli adulti hanno giocato un ruolo fondamentale, perchè hanno sostenuto i figli, spronandoli a spiegare tutto ai carabinieri. Chi non ha collaborato, invece, dovrà rispondere di favoreggiamento.
Alcuni legami tra maggiorenni e minorenni sono ancora sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori. L’inchiesta, infatti, non è ancora conclusa e anche per questo i militari della Compagnia di Tolmezzo mantengono il massimo riserbo.
Quella che da parecchio tempo qui in Carnia era solo un'impressione (anche se condivisa da molti), oggi si è dimostrata essere una cruda realtà:
i carabinieri di Tolmezzo, nel corso di una operazione che ha coinvolto gran parte dell'Alto Friuli, hanno scoperto un vasto giro di droga e di spaccio nelle scuole della Carnia, in particolare in due Istituti Superiori, uno di Tolmezzo e uno di Tarvisio.
Sono stati emessi ordini di custodia cautelare (domiciliare) per 6 minorenni, 5 Carnici e 1 del Tarvisiano; inoltre altre 17 persone sono state denunciate per favoreggiamento e 16 maggiorenni e ben 29 minorenni sono stati segnalati quali abituali consumatori di droga.
Conoscere significa poter scegliere e quando c'è di mezzo un servizio a pagamento conoscere è prima di tutto un diritto. Le nuove attese e preannunciate regole per gli operatori di telefonia fissa e mobile vanno tutte nella direzione di una vera trasparenza tariffaria. Previste da tempo, le nuove norme abbracciano alcune delle più pressanti richieste che da anni arrivano dai consumatori.
Nella delibera dell'Autorità TLC pubblicata sul sito del Garante, che entrerà in vigore a breve con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, vengono presi di mira quei mezzucci spesso utilizzati da alcuni operatori, anche sui loro siti web, per sviare l'utente dal comprendere fino in fondo quanto effettivamente costa il servizio di cui fruisce.
Il senso della delibera, dunque, è quello di cambiare le regole e rendere più esplicite quelle norme che negli anni sono state "liberamente interpretate" da alcuni carrier a danno dei consumatori. Può sembrare banale che Agcom dichiari che l'utente ha il diritto di conoscere gratuitamente il piano tariffario e "tutte le altre condizioni economiche" a cui è soggetto, ma banale per il mercato italiano non lo è affatto.
Di interesse il fatto che ogni due mesi gli operatori dovranno trasmettere ai propri clienti il profilo del consumo telefonico comprensivo del totale delle chiamate, dei minuti attribuiti alle singole voci di traffico, delle durate delle singole chiamate. Uno strumento in più, questa la ratio, per capire quanto si spende.
Altre "novità" includono l'obbligo di inserire in bolletta, o comunque comunicare, o rendere disponibile tramite codice, SMS e via dicendo, il profilo tariffario. Il che non è secondario: una delle novità introdotte dalla delibera e sulle quali si concentra l'interesse di molti è proprio la possibilità che dovrà essere data agli utenti di confrontare i profili tariffari del proprio operatore. Qualcuno lo chiama "navigatore dei prezzi", uno strumento che dovrà essere messo a disposizione anche online nei siti dei carrier.
Da questo punto di vista una novità di certo rilevante è il passo successivo: le organizzazioni che oggi gestiscono i motori di calcolo, ossia gli strumenti che permettono di confrontare le tariffe dei diversi operatori, potranno richiedere di essere accreditate dimostrando la rispondenza del proprio strumento alle necessità della trasparenza. Questo può significare che sarà assai più facile scegliere avendo a disposizione tool in un certo senso garantiti.
Il tutto non avverrà però in tempi brevissimi. Questi strumenti andranno infatti realizzati dopo una consultazione in cui avranno voce in capitolo non solo le imprese di settore ma anche le associazioni dei consumatori: insieme all'Autorità stabiliranno le regole, i parametri ed i principi per questa nuova informazione tariffaria. Nello specifico, la delibera prevede che i tool siano predisposti entro 180 giorni dall'entrata in vigore della delibera che, come detto, si realizzerà con la pubblicazione in Gazzetta.
So benissimo che ciò che sto per dirvi è scorretto;
so anche che dipende da un'esperienza del tutto personale;
so che anche in passato è successo qualcosa di analogo, ma non è morto nessuno;
so anche che è inutile dirvelo perchè prima o poi tutti finiremo lì;
però ....
a meno che non ve lo ordini il medico, non (dico non) passate a Windows Vista, almeno per ora ....
in pratica non fate quello che ho fatto io, se volete continuare a vivere in modalità normal e non in modalità provvisoria :-(
E' già cominciata e durerà oltre 1 anno.... come cosa!!!! La campagna elettorale per le Regionali 2008. Dopo Renzo Tondo che si è già candidato, qui sotto abbiamo Ceccotti che forse lascia. Non c'è che dire, più che una corsa sarà una maratona.
UDINE. Nel 2008 vincerà «chi sbaglierà di meno». Ma quasi tutto dipenderà da Riccardo Illy: «Quello delle prossime regionali sarà un voto pro o contro di lui». Sergio Cecotti conferma, «a meno di ragioni di forza maggiore», che si ritirerà dalla politica tra poco più di un anno, quando scadrà il suo secondo mandato. Ma, di politica, il sindaco di Udine si diverte ancora a parlare, mescolando riconoscimenti e frecciate, analisi e battute.
Sindaco Cecotti, mesi fa lei disse: «Partito democratico? Di che cosa si sta parlando?» Adesso si capisce di cosa si sta parlando? Il processo è decollato? Arriverà a conclusione?
Capisco abbastanza poco. Ma mi consolo vedendo che gli altri non capiscono tanto di più.
Il centrosinistra vuole il Partito democratico già nel 2008. Questa svolta può farlo vincere o comunque tutto dipenderà dal candidato?
Non si tratta di una svolta, ma di uno sviluppo che l’immaginario politico collettivo ha già, come si dice in borsa, ampiamente scontato. La domanda corretta è quella duale: «Se il processo di costruzione del Partito democratico dovesse abortire prima delle regionali, per il centrosinistra sarebbe la catastrofe?». Se conoscessi la risposta a questa domanda, mi vanterei di avere capito tutto; ma ho già ammesso di capire poco.
Prosegue qui
Ricevo e volentieri pubblico.
Gli sportellisti di lingua friulana, che per protestare contro un bando “viziato” da diverse contraddizioni di forma e sostanza, pur non avendo parte dei requisiti richiesti hanno presentato il 2 aprile scorso all’Ateneo friulano domanda di partecipazione al concorso per l’assunzione di una unità amministrativa presso il CIRF (Centro interdipartimentale di ricerca sulla cultura e la lingua del Friuli), sono rimasti esclusi dalla selezione. Tutto ciò non dovrebbe meravigliare, se non ci fossero state tutte le premesse che hanno caratterizzato questa spiacevole e contraddittoria vicenda relativa al bando di concorso per l’assunzione di “un amministrativo generico”. Il “generico” in questione deve possedere “almeno 6 mesi di esperienza come sportellista” e altri requisiti che sembrerebbero essere tipici di un operatore linguistico previsto ai sensi della legge 482/99 ma che, in aggiunta, dovrebbe possedere la conoscenza di ben 2 lingue straniere (di cui una, la lingua francese) nonché la conoscenza della lingua friulana scritta e della grafia ufficiale e la competenza in altri settori che non risulterebbero propri di un amministrativo così detto “generico”. L’amministrazione dell’ateneo però ha trovato una formula assai “elegante” per salvare capra e cavoli e per evitare che accanto ai rischi di un ricorso al Tar si possa aggiungere una causa per danno erariale. Giovedì scorso (12 aprile) a coloro che hanno presentato domanda di concorso pur non possedendo i requisiti necessari per l’ammissione alla prova, è stato recapitato un telegramma in cui veniva loro chiesto di integrare la documentazione presentata, pena l’esclusione dal concorso. Motivo della richiesta di integrazione? L’impossibilità di valutare il livello di conoscenza della lingua francese. Consapevoli di non potere, né volere, dichiarare il falso, gli sportellisti hanno preso atto della scelta dell’Università e, mantenendo una linea coerente, affermano ancora oggi l’insostenibilità del bando in questione. Spiace constatare come l’Università continui a non entrare nel merito delle singole contestazioni e, contemporaneamente, rifugga da una presa di responsabilità. Le dichiarazioni della prof.ssa Piera Rizzolatti, direttrice del CIRF, alla stampa sono chiare: “entro pochi giorni” verrà organizzato un concorso specifico per la figura di operatore linguistico. Nell’attesa che queste dichiarazioni si concretizzino con la pubblicazione di un nuovo bando - ventilato per iscritto agli sportellisti anche dal capo Ripartizione personale d’Ateneo - persone competenti in materia giuridica, stanno analizzando il bando e le singole obiezioni sollevate dagli operatori linguistici, per valutare il ricorso al TAR. Inoltre non si esclude una richiesta di accesso agli atti per visionare i verbali della prova di selezione avvenuta lunedì 16 aprile. Il nuovo bando che – forse – l’Università di Udine farà per uno sportellista 482 è altra storia…