
Se mai c'è stata una "curte" che mi è dispiacito scrivere, questa è stata "Scambio" (la trovate sul mio ultimi CD "Curtis ghitaris e curtìs") quella sui fatti Strassoldo e Tavoschi e la Provincia di Udine. La novità e che comincerà il 28 aprile al Tribunale di Udine il processo --br-- all’ex presidente della Provincia di Udine, Marzio Strassoldo, e l’ex vicesindaco di Udine, Italo Tavoschi, che fecero crollare la giunta dopo 72 giorni e rimandare tutti alle urne avendo, 50 giorni prima delle elezioni straordinarie, firmato tra loro un accordo pre-elettorale. Secondo la Procura questo comportamento avrebbe violato l’articolo 86 del Testo unico delle leggi per la composizione e l’elezione degli organi delle amministrazioni comunali. Strassoldo avrebbe, in caso di vittoria in Provincia, promesso a Tavoschi un incarico triennale come dirigente in cambio del suo sostegno elettorale. Per il presidente uscente potrebbe venire ipotizzata anche l’aggravante di aver commesso il fatto in veste di pubblico ufficiale.
La Procura ha deciso di concedere alla Provincia la possibilità di potersi dichiarare parte civile durante il processo. Questa ipotesi verrà valutata dalla Giunta di Pietro Fontanini. “Al momento non ravvedo la necessità di costituirci parte civile – ha detto il presidente – ma decideremo in esecutivo parlando con coloro che sono stati testimoni di una brutta pagina per la Provincia”.
Strassoldo e Tavoschi sono stati interrogati dal Pm e si sono difesi ammettendo i fatti, le valutazioni tecnico-giuridiche e le loro valutazioni sul fatto contestato saranno contenute nelle memorie difensive.
“Ho saputo la notizia dalla radio, personalmente non ho ricevuto ancora nulla. Ma sono sereno” ha detto Tavoschi. “Sereno” anche Strassoldo “sono tranquillo perché non ravvedo irregolarità di nessun tipo, non è stato compiuto alcun reato e proprio per questo aspettiamo fiduciosi l’esito di questa lunga vicenda”. Secondo l’ex presidente, infatti, si tratterebbe di un caso di spoil system. “Quell’accordo non è mai stato attuato perchè non era disponibile una posizione che fosse adeguata alle caratteristiche della persona indicata” ha concluso.
