Si è spento a Udine all'età di 86 anni il popolare scrittore e poeta. Una vita spesa al servizio della cultura e dell’identità della nostra terra . Il suo grande amore per la Filologica Friulana ricambiato dai tutti, un'istituzione che oggi ha perso un amico, uno di famiglia . Nel continua a leggere il ricordo di EDDY BORTOLUSSI
Mandi Lelo. Quello di sabato mattina, alle 10.30, è stato il nostro ultimo saluto. Un saluto che si ripeteva ormai da tempo nell’accogliente e luminosa sala di lettura della Residenza Argentea di Udine, dove Lelo Cjanton risiedeva ormai da qualche anno. Un caffè, una sbirciata ai giornali e quattro chiacchiere. Giusto per essere ragguagliato sull’attività della Filologica e su tradizionali impegni di friulanità, come l’annuale incontro sul colle di Sant’Eufemia, a Segnacco di Tarcento, in ricordo di Chino Ermacora, l’indimenticabile Cantore del Friuli, cui Lelo teneva in modo particolare. Tanto da creare ogni 25 aprile, anniversario della scomparsa del grande tarcentino, fondatore e direttore della celebre rivista d’arte e di cultura La Panarie, una sorta di particolare tradizione nell’editoria friulana. Quella cioé di dare alle stampe un nuovo libro in marilenghe e di presentarlo al pubblico friulano proprio il 25 aprile, dopo il rito celebrato nella chiesetta di Sant’Eufemia e la deposizione dei fiori giallo-blù del Friuli (a nome della Filologica e dell’Ente Friuli nel Mondo), davanti alla pietra aquileiese che conserva sul sagrato di Sant’Eufemia la memoria di Chino Ermacora, uno dei più grandi e amorosi figli della nostra terra.
Si può quasi dire che tutte le pubblicazioni di Lelo Cjanton, o quanto meno le più importanti e significative, come la splendida raccolta di liriche La Furtune (liriche con le quali vinse per due anni consecutivi il premio Marta a Venezia, con giuria presieduta da Diego Valeri, e per due volte il premio Abano ad Abano Terme) sono state tenute a battesimo il 25 aprile da Chino Ermacora. Analoga considerazione può essere fatta anche per molti libri di vari autori del gruppo letterario di Risultive o semplicemente per l’antologia Risultive Trentagn, dov’è stata riportata nel colophon del libro la scritta: Finît di stampâ juste in timp pe fieste in onôr di Chino Ermacora, ai 25 di Avrîl 1979.
Fondata il 9 gennaio 1949 sui colli di Fagagna, assieme ai poeti e scrittori Dino Virgili, Novella Cantarutti, Alan Brusini e altri ancora, sotto lo sguardo vigile e attento di Giuseppe Marchetti, che Lelo considerava come «il plui grant Mestri di savê del ‘900 in Friûl», Risultive è stato sempre il grande amore di Lelo Cjanton. Con Risultive, infatti, in 60 anni di attività letteraria ha dato alle stampe e pubblicato, assieme a tutto il gruppo di poeti e scrittori che si sono via via riconosciuti nelle finalità del sodalizio e vi hanno aderito con l’unico appassionato intento di contribuire alla valorizzazione della lingua e della letteratura friulana, decine e decine di opere. Opere che vanno dalla prima antologia, intitolata appunto Risultive, con liriche di Novella Cantarutti, Dino Virgili, Lelo Cjanton e una prefazione sulla poesia friulana di Giuseppe Marchetti, al repertorio di poesie e prose intitolato sempre Risultive (1949-1954) ed edito da La Panarie di Chino Ermacora, e a numerose raccolte di liriche, di racconti, di elzeviri e di romanzi, Fra cui va ricordato in particolare quello di Dino Virgili, L’aghe dapît la cleve, che fu il primo romanzo della letteratura friulana.
A queste opere vanno aggiunti numerosi testi teatrali, testi per musica e raffinate traduzioni in friulano di liriche latine, italiane, francesi e romanesche, cui va aggiunta la splendida traduzione dei quattro Vangeli a cura di Otmar Muzzolini, il notissimo Meni Ucel, del quale il Comune di Magnano in Riviera e la Società Filologica Friulana hanno recentemente ricordato il centenario della nascita dando alle stampe l’antologia Meni Ucel-La flôr des oparis.
Alla festa del 25 aprile di quest’anno, in ricordo di Chino Ermacora, Lelo Cjanton, per motivi di salute, non ha potuto essere presente a ricordare quello che lui definiva «il Santul di Risultive», né tantomeno il 60° anniversario di fondazione (1949-2009) della Cortesele di furlan di Risultive. Lo ha fatto per lui l’estensore di questa nota, citando in chiusura proprio la lirica di Lelo Chino di Sante Eufemie. Quel Chino, accanto al quale Lelo Cjanton aveva deciso già da tempo di riposare per sempre «par dâ inmò al Friûl, tun gnûf lusôr, cul blanc dai zariesârs un cjant di amôr».
