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Una delle certezze che abbiamo nella vita è che le previsioni del tempo non siano discutibili, come la matematica; puoi sbagliare il risultato dell’equazione, ma non è possibile che ci siano risultati diversi e tutti plausibili contemporaneamente. Ma in momenti di crisi, anche questo paradigma vacilla e alla domanda “che tempo farà” la risposta sempre più spesso è “dipende”. Se ci chiediamo quali saranno le previsioni metereologiche per le aziende e il loro fatturato, qualcuno prevede burrasca, altri bonaccia e per qualcuno basta non fare previsioni. Se le anticipazioni del tempo riguardano le banche ed il sistema creditizio, allora si prevede tempo secco e molto asciutto, ma l’acqua per abbeverare le piccole e medie imprese è tutta contenuta nei forzieri degli Istituti di credito. Se invece dobbiamo prevedere che tempo farà sopra le nostre università, in questo caso la risposta è che le previsioni sono impossibili perché gli strumenti per fare le misurazioni semplicemente non ci sono. Se il governo non procederà al varo dei provvedimenti di riforma e simultaneamente al rifinanziamento del sistema entro breve tempo, il sistema universitario sarà paralizzato. E in un periodo come questo in cui alcuni ministri su materie come economia, educazione e gestione delle risorse umane, fanno dichiarazioni che non gli permetterebbero di superare alcun esame universitario, di bloccare gli atenei è un lusso che non ci possiamo permettere. E il tempo previsto per chi andrà in vacanza? Bello direi, visto che se le può permettere.
